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Jean-Luc Nancy legge Corpo teatro
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Il padre

Ospitalità

1 – 12 marzo 2006 | Sala Mercadante

Emilia Romagna Teatro Fondazione - Nuova Scena/Arena del Sole/Teatro Stabile di Bologna

Il padre
di August Strindberg
traduzione di Luciano Codignola
regia Massimo Castri
con Umberto Orsini, Manuela Mandracchia, Corinne Castelli, Roberto Valerio, Alarico Salaroli, Gianna Giachetti, Roberto Salemi
luci Gigi Saccomandi
suono Franco Visioli

Strindberg scrisse Il padre nel gennaio-febbraio 1887. Nietzsche, in un carteggio con l’autore, scrisse di aver letto due volte il testo “con profonda commozione e con eccezionale sorpresa” e lo giudicò “un capolavoro di dura psicologia”. Lo stesso Strindberg parlava di un dramma “scritto con l’ascia, non con la penna”.
La vicenda prende spunto da un banale dissenso coniugale: il capitano di cavalleria Adolf, uomo rigoroso e di coltivati interessi scientifici, viene a scontrarsi con la moglie Laura sull’educazione da dare alla figlia Berta. In tal modo vengono messi a nudo quelli che sono i nodi irrisolti di un rapporto fra i sessi, inaridito in regole che hanno reso i due coniugi estranei l’uno all’altro, rivali, nemici. Laura, decisa a imporre ad ogni costo la propria volontà, non esita ad instillare nell’animo del marito un dubbio atroce: quello della sua stessa paternità. Inizia così il lungo calvario mentale del protagonista che sprofonda in un’angoscia devastante, prefigurando la crisi dell’istituto familiare nella società borghese. Il matrimonio, privato di qualsiasi alone religioso o di romantici rivestimenti, viene mostrato nella sua mesta e sgradevole nudità.

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