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Il gioco della regola, la regola del gioco

di Andrea De Rosa

Le regole del gioco.
“Perché ci sia un gioco, deve esserci almeno una regola.” Nella definizione dell’antropologo francese Roger Caillois i due termini, regola e gioco, appaiono indissolubilmente legati. Non esiste alcun gioco, questa l’importante scoperta di Caillois, che non possieda almeno una regola. La regola stessa rende possibile il gioco.  Il gioco è una cosa seria. Per giocare bisogna darsi una regola, almeno una, e rispettarla. Bisogna farlo, anche quando si è in difficoltà. Si deve cercare di vincere la partita ma, allo stesso tempo e sempre, si deve rispettare quella regola; non per un vuoto e astratto moralismo, ma perché solo questo ci assicura il pieno piacere, sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. Gli uomini e le donne di teatro lo sanno bene; rispettare la regola è l’unico modo per giocare insieme, altrimenti sul palcoscenico, come nella vita, regnerebbe sovrano il caos. Il teatro, infatti, è tante cose; ma, sarà bene ricordarlo, esso è soprattutto un gioco. Non è un caso che in inglese, in tedesco e in francese la parola che si adopera per dire “recitare” è la stessa che si adopera per dire “giocare”. To play, jouer, spielen. Un gioco stramaledettamente serio. Sin dalla nascita della tragedia, in un senso ampio e profondo, nel teatro è “in gioco” il destino stesso dei giocatori. Questo misterioso e antico legame tra gli spettatori e gli attori è rimasto intatto e immutato fin dalla nascita della nostra civiltà; lo sarà sempre, almeno finché vi saranno dei teatri in cui si sarà invitati a riflettere sulla propria identità. Il Teatro Stabile di Napoli si è proposto sin dalla sua nascita, e lo farà con sempre maggior forza, come uno di questi luoghi, sempre più rari, di riflessione e approfondimento. L’intimo e indissolubile rapporto tra gioco e regola è il filo rosso della stagione che presentiamo oggi, della quale il teatro di Molière sarà il baricentro. Nei suoi testi Molière si è accanito contro i vizi e le aberrazioni degli uomini della sua epoca, descrivendo un limite oltre il quale a nessuno è lecito spingersi. Ha dettato regole invalicabili non solo per il suo pubblico ma per l’umanità intera, regole che valgono sempre. Con la forza che solo il teatro può avere, egli mise i suoi spettatori dinanzi a uno specchio, di fronte al quale, ancora oggi, siamo invitati a guardare. I personaggi dei suoi spettacoli, infatti, quel loro esporsi al ridicolo per la cecità con la quale perseguono i loro scopi, quel loro essere pericolosi per la spregiudicatezza con la quale conducono le loro vite, quella loro ottusità e protervia ci svelano un’immagine nascosta di noi stessi, un’immagine nella quale possiamo facilmente riconoscere l’aberrazione della nostra; ci invitano a giocare nel rispetto delle regole, ci mettono in guardia da quei comportamenti verso i quali siamo sempre in pericolo di scivolare.
I quattro titoli di Molière che proponiamo sono visti attraverso gli occhi di quattro giovani, importanti, registi (Arturo Cirillo, Antonio Latella, Valter Malosti, Gwénael Morin). La direzione intrapresa lo scorso anno sarà rafforzata: una spiccata scelta “generazionale”, infatti, accompagna i titoli presenti nel cartellone, soprattutto quelli di nostra produzione, attraverso i registi e gli attori che vi faranno parte. Arturo Cirillo, Emma Dante, Antonio Latella, Frédérique Loliée, Elena Bucci, Mimmo Borrelli, Valter Malosti, Gwénael Morin, Andrea Renzi, Giovanna Giuliani, Orlando Cinque, Vincenzo Pirrotta, Luigi Lo Cascio, Claudio Santamaria, Roberto De Francesco, Virginio Liberti, Annalisa Bianco, Pino Carbone, così come la scorsa stagione Alvis Hermanis, Alexander Zeldin, Francesco Saponaro, Raffaele Di Florio, Davide Iodice, Pierpaolo Sepe, Sara Sole, Alessandra Cutolo… Dare voce a questa generazione di artisti è stato uno dei miei primi obiettivi, che perseguirò con determinazione anche negli anni a venire.

Le produzioni
Aprirà la stagione del Mercadante “L’avaro” di Molière, per la regia di Arturo Cirillo. Negli ultimi anni, Arturo si è imposto all’attenzione del nostro pubblico e della critica con spettacoli di grande intelligenza e profondità, che trovano la loro forza teatrale in una compagnia di attori affiatatissima, capace di dare nuova vita e slancio anche a testi che credevamo non ci potessero riservare più sorprese. L’Otello della scorsa stagione resta un esempio incancellabile di come si possa scavare ancora e ancora dentro personaggi che, se guardati con la cura e la passione che Arturo sa dedicare loro, si aprono ogni volta verso sensi nuovi ed inaspettati. A lui, dunque, il compito di farci entrare in questa piccola costellazione molieriana. Il Teatro San Ferdinando sarà il luogo privilegiato della nostra produzione creativa. La breve stagione che si terrà lì quest’anno, vedrà il debutto nazionale di cinque importanti spettacoli, che nasceranno proprio in quella sala.
Elena Bucci aprirà i “giochi” con un lavoro dal titolo “Regina la paura”. Lo spettacolo sarà il frutto di un lungo percorso laboratoriale che Elena sta costruendo da diversi anni insieme alla sua compagnia, intorno a temi che accompagnano da sempre la sua ricerca teatrale. Mimmo Borrelli, uno degli scrittori di teatro più sorprendenti della sua generazione metterà in scena il suo nuovo testo, “La madre”. Una rilettura in chiave contemporanea del mito di Medea. Il Teatro Stabile ha sostenuto il suo lavoro drammaturgico sin dal primo momento e ora siamo veramente felici di accompagnare, per la prima volta, anche il lavoro di Mimmo come regista. Emma Dante, che ha debuttato nella scorsa stagione qui da noi con “Le pulle”, sicuramente uno degli spettacoli più belli che si siano visti nei teatri italiani lo scorso anno, debutterà ancora qui da noi con il suo nuovo spettacolo: “La trilogia degli occhiali”. Siamo orgogliosi e fieri di questo sodalizio, di questo rapporto privilegiato che Emma ha con Napoli e che noi tutti speriamo si rafforzi sempre di più nei prossimi anni. Ad Emma si affianca il lavoro di Frédérique Lolièe, l’attrice francese che il pubblico napoletano ha conosciuto e apprezzato negli spettacoli Elettra e Maria Stuart. Frédérique sarà presente con un lavoro basato su testi originali della poetessa francese Leslièe Kaplan. Per quanti hanno amato le sue interpretazioni sul palcoscenico sarà una vera sorpresa scoprire il grande talento di Frederique anche come regista. Ancora al San Ferdinando si terrà la rassegna Fringe2fringe, in collaborazione con il NapoliTeatroFestivalItalia e l’associazione Interno5. Cinque compagnie, selezionate dal Fringe Festival appena terminato, presenteranno ciascuna un nuovo studio teatrale che sarà sostenuto dal Teatro Stabile. In quella occasione i due direttori, dello Stabile e del Festival, sceglieranno una tra le cinque compagnie cui affidare la produzione di uno spettacolo che debutterà durante l’edizione del Festival del 2011.
Ho tenuto per ultimo, a completare questa stagione del Teatro San Ferdinando, composta esclusivamente di nuove produzioni, lo spettacolo di Antonio Latella, perché merita una considerazione a parte. A Napoli, credo, si stanno sperimentando cose tra le più importanti per il destino e la definizione del teatro italiano del futuro. Una di queste è stata la nascita del Festival. L’altra è l’arrivo alla direzione del Teatro Nuovo di Antonio, con il quale il Teatro Stabile si è messo subito in una posizione di ascolto e curiosità. Il progetto di Antonio ha una portata innovativa altissima, che molti di voi hanno già potuto apprezzare nello splendido spettacolo “Auguri e figli maschi”. Contrariamente allo stereotipo di una città che si vuole da sempre divisa su tutto, Antonio ed io abbiamo deciso di affrontare la sfida di queste innovazioni dandoci reciprocamente ascolto e fiducia e cercando la strada migliore per sostenere questi ambiziosi e importanti progetti. Lo abbiamo fatto da direttori, ma soprattutto da registi, parlando di teatro, di testi, di spazi teatrali, di attori, con la libertà e l’eccitazione che accompagna il nostro lavoro da sempre. Il frutto prezioso di queste nostre intense chiacchierate, e di un’amicizia che è cresciuta e si è consolidata giorno dopo giorno, sarà un progetto che partirà fin dalla prossima stagione. Antonio curerà per noi la regia di un titolo di Molière (“Don Giovanni, a cenar teco”) - rovistandolo, sono sicuro, come solo lui sa fare - io presenterò uno spettacolo che farà parte del suo progetto sul fondamentalismo (“Tutto ciò che è grande è nella tempesta” sul coinvolgimento con il nazismo di Martin Heidegger). Entrambi gli spettacoli saranno imperniati sulla compagnia di attori scelti da Antonio, compagnia che con grande dedizione ha già cominciato il suo lungo e difficile cammino. Ma questa collaborazione è solo una tappa in vista dello spettacolo di apertura della stagione 2011.12 dello Stabile, con una nostra regia a quattro mani sulla Farsalia – ovvero la lacerante guerra civile tra Pompeo e Cesare raccontata dal visionario poeta latino Marco Anneo Lucano.
La realizzazione di questo spettacolo sarà un evento di grande importanza per lo Stabile e un segnale forte per il mondo teatrale italiano, così poco incline al confronto e alla collaborazione.

Le ospitalità
Dopo l’apertura con il Molière di Arturo, le stagioni della sala del Mercadante e del Ridotto si completeranno con un cartellone composto da altri tredici spettacoli ospitati. Vorrei segnalare subito una novità. Per la prima volta, e si continuerà negli anni a venire, sarà presente in abbonamento uno spettacolo di teatro-danza. Si comincia quest’anno con “Tristi tropici” di Virgilio Sieni, uno dei più importanti coreografi italiani. Lo spettacolo si ispira al capolavoro omonimo di Claude Lévi-Strauss, del quale a novembre, il mese in cui è programmato lo spettacolo, ricorrerà l’anniversario della scomparsa. Per l’occasione si terrà una giornata di studi sul grande antropologo francese, a cura di Marino Niola, ex presidente dello Stabile e tra i massimi esperti del pensiero di Levi-Strauss in Italia. La programmazione prevede poi il ritorno di due compagnie molto apprezzate dal nostro pubblico. Federico Tiezzi presenterà “I promessi sposi alla prova” di Giovanni Testori mentre Elio De Capitani e Ferdinando Bruni propongono la seconda parte di “Angels in america” di Tony Kushner. Inoltre vorrei richiamare l’attenzione sugli spettacoli di alcuni “maestri” della scena napoletana. Renato Carpentieri, Enzo Moscato, Peppe Barra e Toni Servillo. Renato curerà la regia di “Disturbi di memoria” di Manlio Santanelli. Enzo presenterà “Toledo suite” il suo nuovo spettacolo-concerto con le musiche di Pasquale Scialò. Peppe Barra, presenterà “La musica dei ciechi” di Raffaele Viviani, con la regia di Claudio Di Palma, un appuntamento natalizio con la tradizione teatrale partenopea che intendo mantenere anche nei prossimi anni. Infine il nuovo spettacolo di Toni Servillo, che sarà presentato per un periodo di tre settimane. Un melologo scritto da Franco Marcoaldi, con le musiche di Giorgio Battistelli,  eseguite dal vivo dall’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Ho seguito il lavoro di Toni fin da quando ero un ragazzino. Io mi sono formato seguendo il lavoro di artisti come lui, artisti che ho avuto il privilegio di poter vedere al lavoro da vicino e dai quali ho potuto “rubare” tutto quello che di buono ora riesco a portare a mia volta sulla scena. Tutto quello che ho imparato fin qui e che mi ha portato a ricoprire questo importante incarico, lo devo solo a loro.

I progetti speciali
I progetti speciali sono il fiore all’occhiello di questo teatro sin dalla sua fondazione, la porta aperta verso la città, la volontà di ascoltarne il respiro. Arrevuoto è una sigla che ormai non ha più bisogno di essere spiegata. Il nome di un progetto, di un modo di fare teatro, libero ed entusiasmante, che si rinnova ogni anno combattendo, con la forza travolgente di quanti lo rendono possibile, contro tutte le tentazioni che lo vorrebbero relegare sul piano di una esperienza sulla “marginalità”. La forza di Arrevuoto, a partire da quella di Roberta Carlotto e Maurizio Braucci che gliela infondono ogni anno da sei anni, non ha nulla di marginale. A chiunque abbia cognizione di cos’è il teatro, e abbia partecipato almeno una volta agli spettacoli messi in scena da questo gruppo straordinario, è chiaro che si tratta di una esperienza che si pone al centro, non ai margini; al centro dei luoghi, delle vite, delle aspirazioni, delle capacità di quanti lo portano in scena e vi assistono ogni anno. Il comitato artistico del teatro, composto da Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Francesco Saponaro, presenterà quest’anno il primo passo verso la formazione di una scuola permanente di teatro che si completerà nei prossimi tre anni. Una scuola con caratteristiche innovative, fortemente legata alla programmazione del teatro, con la partecipazione attiva degli artisti presenti nella stagione. Un esperimento pilota per disegnare una scuola di teatro unica in Italia. Infine il teatro per bambini e ragazzi. Come già lo scorso anno, due titoli della stagione del Mercadante (L’avaro e La scuola delle mogli) saranno programmati nella versione per bambini, in collaborazione con la compagnia Le nuvole. In alcuni giorni della settimana, lo spettacolo per adulti e quello per i bambini, saranno dati in contemporanea. A questa felice esperienza si affiancherà un programma analogo anche al Teatro San Ferdinando, in collaborazione con la compagnia “I teatrini”.
Queste, in sintesi, le nostre regole. Questo il nostro gioco, cui siete tutti invitati.

Andrea De Rosa

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