La Piramide!
Ripresa
Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Nuovo Teatro Nuovo Teatro Stabile di Innovazione
La Piramide!
di Copi
traduzione Luca Coppola e Giancarlo Prati
regia Arturo Cirillo
con
Gea Martire La Regina
Monica Piseddu La Principessa
Arturo Cirillo Il Topo
Rosario Giglio Il Gesuita
Salvatore Caruso L’Acquaiolo
Fabio Palmieri Il Turista
scene Massimo Bellando Randone
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Andrea Narese
foto di scena Luciano Romano
assistente alla regia Paolo Cresta
Tournée 2005-2006
29 novembre > 3 dicembre 2005 Napoli, Teatro Nuovo
5 > 10 dicembre 2005 Torino, Teatro Gobetti
13 > 22 dicembre 2005 Milano, CRT Teatro dell'Arte
C'è un filo che, quasi inconsapevolmente, si sta dipanando
nelle mie scelte teatrali. Un percorso attraverso forme di comicità sempre più
contemporanee, dove però il rapporto con un passato, più o meno mitico,
permane. Quindi se Mettiteve a fà l'ammore cu me! era un testo
ottocentesco trasportato nel novecento, L'ereditiera era un testo
contemporaneo travestito da ottocento.
E La Piramide!? Che cos'è La Piramide! ? La fine di un mondo (o
del mondo?). Una terra di nessuno in cui si ritrovano una regina inca, una
principessa inca, un gesuita, un topo, una vacca sacra, un turista. Interpreti
di un atroce varietà, l'ultimo varietà possibile: quello della catastrofe. Uno
scrittore e disegnatore argentino, omosessuale, trasferitosi a Parigi e morto di
Aids, ci racconta come il nostro mondo ha continuamente bisogno di uccidere
altri mondi (gli antichi imperi precolombiani, le civiltà mediorientali...) per
continuare ad esistere. Un tempo bramosi d'oro, oggi di petrolio, annientiamo
visioni della vita che crediamo "primitive". Tutta l'opera di Copi mi
appare una incessante lotta dell'irrazionale contro la ragione, del mito contro
la storia: uno scandalo che dura da dieci mila anni. In un luogo di
sopravvissuti, com'è il teatro (o una piramide inca), un gruppo di attori,
collaboratori e produttori, daranno vita a questa folle metafora del potere, con
semplicità, immediatezza, divertimento, trasfigurazione. Arturo Cirillo
P.S. I teatri, come le piramidi, sono luoghi fuori dal tempo, dove i morti convivono con i vivi, per la gioia di entrambi. Allora vorrei aggiungere ai facenti parte di questo gruppo anche Luca Coppola e Giancarlo Prati, che hanno traghettato le parole di Copi da una lingua ad un'altra. Penso anche a loro come compagni di questo viaggio.
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro Mercadante, 27 ottobre 2004
Album fotograficoRassegna stampa – estratti:
Fare funzionare questo calcolatissimo miscuglio di battute deliranti non è facile, ma la regia di Arturo Cirillo ci riesce benissimo…Un teatro - gioco di gran classe. Franco Quadri- La Repubblica
Il testo, scritto quasi vent’anni fa, scopre una sua profetica carica tragica, e Arturo Cirillo, maestro di attori, lo rende attraente come una farsa napoletana. Gianfranco Capitta- Il Manifesto
…Bravi dunque Gea Martire, Monica Piseddu, Rosario Giglio,
Salvatore Caruso, Fabio Calmieri, e soprattutto lo stesso Cirillo che è il
Topo, parte sostenuta da Copi nell’edizione originale. Così il pubblico,
conquistato dall’autorevolezza dell’esecuzione, sta al gioco. Masolino D’Amico
– La Stampa
Cirillo si accosta al testo di Copi con il rispetto dovuto ad un classico
recente, non ancora assunto al canone accademico, intriso della polvere e degli
umori della contemporaneità. Renato Nicolini- L’Unità
Cirillo racconta l’assurdità di una società in cui l’attesa non è
neanche più legata a un vuoto esistenziale, ma a una condizione di smarrimento
più profondo, di crisi che produce cannibalismo, la lotta dell’uomo contro l’uomo,
della donna contro la donna. Tra avanspettacolo, tradizione, assurdo La
Piramide! di Copi è un quadro allucinato (e divertente) del presente. Virginia
Spada- Liberazione
…Cirillo compie un’operazione coraggiosissima e, diciamolo subito, di grande valore. Marco Romani- Avvenimenti
Parabola della fame e del potere, della civiltà distrutta
dai conquistatori, del cannibalismo non soltanto dei sentimenti ma
effettivamente affondato nelle carni, ossessione per il bisogno attanagliante di
cibo e pratica da opporre all’avversario con uguale perversione. L’allestimento
è di tutto rilievo…La regia di Cirillo, di giovane esperienza, è ricca di
invenzioni…Per un acre e intelligente divertissement. Franco De Ciuceis- Il
Mattino
C’è in tutto il lavoro una forte incidenza metaforica di sin troppo
chiara lettura politica, quella terzomondista (oggi diremmo no-global), che
mette a confronto conquistadores occidentali di ieri e di oggi, legati dalla
sola bramosa necessità di sopprimere le civiltà altre. Stefano de Stefano
– Il Corriere del Mezzogiorno
“La Piramide!” è un atroce varietà circense che riproduce con surreale humor noir la fine di un mondo. Francesco Urbano - Il Roma

