Le due gemelle
Pulcinella al Mercadante 2006
Le due gemelle
anonimo
regia Lello Serao
personaggi e interpreti
Don Nicefaro Scognapigne, negoziante | Antonio Conforti
Don Procopio Mussustuorto, suo amico | Niko Mucci
Donna Carolina Spennamarvizze,
proprietaria della pensione | Caterina
Pontrandolfo
Irene Tagliulina, alias Carlino Imbrogliatutti | Antonella Prisco
Maddalena, moglie di Pulcinella
Lucia, gemella di Maddalena (Cantante) | Patrizia Di Martino
Don Felice Sciosciammocca | Ivano Schiavi
Pulcinella | Michele Danubio
Chiachieppe, servo di Don Felice | Marco Matarazzo
scene Tonino Di Ronza
costumi Annamaria Morelli
disegno luci Lello Serao
assistente alla regia Alessia Sirano
assistenti ai costumi Roberta Mattera, Giovanna Napolitano
direttore di scena Gaetano Piscopo
elettricista Samos Santella
scene realizzate da Up Stage
costumi di C.T.N. 75 di Canzanella Vincenzo
fotografo di scena Giuliano Longone
Quando ho scelto, tra i testi letti, di mettere in scena Le
due gemelle di anonimo sono stato mosso da una riflessione che mi aveva
colpito nella lettura del testo di A. Giulio Bragaglia Pulcinella, nel
quale egli mette in evidenza i due estremi che spesso muovono la maschera: l’attaccamento
ai vecchi costumi e una naturale tensione evolutiva che la spinge, come gli
altri, verso una comprensione dello spirito nuovo. In effetti Le due gemelle,
come altri testi del primo Novecento, risente fortemente dell’evoluzione
sociale e dei costumi che animano la vita quotidiana e Pulcinella si fa
interprete attento di tale evoluzione. La nuova borghesia che si viene formando
impone un codice comportamentale che è fatto di scimmiottamenti delle
vecchia aristocrazia e contemporaneamente di libertà di costumi che sono indice
di una rapida evoluzione. Il vestito da donna si riduce in lunghezza; la donna,
seppure nella finzione, indossa il pantalone, come un uomo; il baciarsi diventa
un modo consueto di salutarsi; la gelosia, vera o finta è di moda e certi tic o
manie segnano il passaggio di secolo. Dentro questo contesto la maschera trova
la sua collocazione attraverso un processo di assimilazione dei costumi che
però è continuamente negato dal suo naturale sberleffo. Quando la gelosia
attanaglia Pulcinella scopriamo che il contendente altro non è che il ragazzo
del bar di appena dieci anni la cui unica colpa è quella di parlare con sua
moglie, quando la trova in “fragranza” di reato baratta i baci ricevuti da
lei con il doppio che dovrà ricevere da un'altra. In effetti la maschera
continua il suo percorso evolutivo iniziato con Petito insinuandosi tra le
pieghe di una società che rapidamente muta. Ne Le due gemelle accanto
alla maschera di Pulcinella trova, come ormai di consueto dall’avvento di
Scarpetta, collocazione il personaggio di Felice, non più studente
squattrinato, ma giovane benestante segnato dalla perdita dell’amata e in
crisi esistenziale. Queste due condizioni sono il terreno fertile per duettare
con Pulcinella e per imprimere una accelerazione comica in un gioco di equivoci
di cui la maschera è maestra.
Il tentativo è stato quello di sfruttare le sensazioni e gli umori che il testo
suggeriva con i suoi continui rimandi al primo Novecento per tentare in alcuni
momenti piccole provocazioni che avessero il sapore della trasgressione
affidando a Pulcinella silenziose intromissioni con fascinazioni lunari,
sospensioni o giochi che strizzano l’occhio al lavoro di sperimentazione delle
Avanguardie in quegli anni. Come di consueto il lieto fine è d’obbligo e la
ricomposizione inevitabile, ma ancora una volta il teatro assolve alla sua
funzione di cronaca divertita e ci permette di immaginare un futuro possibile
dentro cui la tradizione è elemento indispensabile per la conoscenza.
Tutto nello spettacolo è segnato dalla coesistenza di tradizione e modernità:
i costumi di Annamaria Morelli, che nel taglio e nei colori segnano il passaggio
di secolo; la scena di Tonino Di Ronza, che è a metà tra una moderna macchina
scenica e un tradizionale interno borghese. Consci di queste tensioni abbiamo
lavorato con gli attori su questo testo come su un terreno di confine,
considerato che esso è tra gli ultimi a conservare per Pulcinella il ruolo di
protagonista, prima del definitivo avvento di Felice.
Lello Serao
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