Cet enfant
testo
e regia Joël
Pommerat
con
Saadia
Bentaïeb, Agnès
Berthon, Lionel Codino, Ruth Olaizola,
Jean-Claude Perrin, Marie Piemontese
creazione musicale Antonin Leymarie
trombe
Aymeric Avice, Guillaume Dutrilleux
tastiere Boris Boublil
batteria Antonin Leymarie
sax Rémi Sciuto
chitarre, basso Fred Pallem
scenografie
e luci
Éric
Soyer
costumi
Isabelle
Deffin
ricerca e realizzazione della
scrittura sonora François
et Grégoire Leymarie
installazione
sonora François
Leymarie ou Grégoire Chomel
accessori
Thomas
Ramon
documentazione
Evelyne
Pommerat
ricerca
documentazione Caterina
Gozzi
luci Yann
Loric
suono Grégoire
Leymarie
direttore
di scena
Vanessa Petit
produzione
Compagnie Louis Brouillard
coproduzione
L’Espace Malraux-Scène nationale de Chambéry et de la Savoie, Théâtre Brétigny-
Scène conventionnée du Val d’Orge, la Ferme de Bel Ebat de Guyancourt, Théâtre
de La Coupe d'Or - Scène conventionnée de Rochefort, Théâtre Paris-Villette.
durata dello spettacolo 1h 10
dal 7 all'8 maggio 2009
Il Mercadante aderisce per il secondo anno a Face à face
parole di Francia per scene d’Italia, il progetto promosso
dall’Ambasciata francese in Italia. Per l’occasione arriva per la prima volta a
Napoli uno spettacolo di Joël Pommerat, giovane ma già molto apprezzato
autore e regista francese.
Cet enfant
scava nell’intimo, là dove vagano le ombre imbavagliate dall’infanzia, là
dove brulicano, ben vivi, i sentimenti morbosi, forse inconfessati, che ci
rimandano ai nostri.
Una madre inventa pretesti per trattenere a casa suo figlio che deve andare a
scuola, trasferendo su di lui le proprie angosce: una successione di brevi scene
intorno al tema del rapporto genitori-figli, con personaggi duri e fragili, ma
tutti terribilmente umani.
Joël Pommerat - per la prima volta in Italia con un suo spettacolo - pone alla
base della sua ricerca il rigore artigianale di una compagnia capace di legare
il pubblico e la scena in una “questione collettiva”. Elementi sensibili e
visivi dello spettacolo non si sovrappongono alla scrittura, ma ne fanno parte
integrante: rumori e musiche, corpi e gesti nutrono il processo di creazione
dando vita a un autentico teatro dell’illusione che scandaglia l’umano nella
sua realtà più immediata, più nuda e tremante.
L’amore, la colpevolezza, il ricatto, le paure, i rancori sospiti, le
speranze, i rimproveri, la disperazione…Tutte queste realtà inestricabilmente
mescolate, che forgiano le relazioni tra genitori e figli, emergono come brevi
sequenze in cui la tensione si condensa al massimo.

