desurrezione
Sezioni
Sezioni

Archivio

Desurrezione

 

omaggio a Samuel Beckett
drammaturgia e regia Alessandra Cutolo
con Alessandra D'Elia, Carmine Paternoster, Daniela Piperno, Salvatore Striano
scene e costumi Grazia Paggetta e Massimo Staich
luci Cesare Accetta
suono Marco Messina

una produzione Teatro Stabile di Napoli | Il Teatro coop. produzioni

 

Galleria Toledo 20 > 30 aprile 2010

 

Un corpo disteso sul dorso nel buio.
O in croce. In attesa.
Della morte o della salvezza.
Come i due ladroni della Bibbia. Crocifissi affianco al Salvatore.
Due donne ai piedi della croce. O sospese a loro volta. In croce.
Creature lontanissime tra loro ma accomunate dalla tensione verso l’alto. Dalla ricerca di “chi ha escogitato tutto questo”. E dalla domanda sul perché il male. Dal bisogno di metafisica e dalla paura di cadere.
Frammenti di memoria.
Tentativi. Di movimento, di relazione, di richiamare un passato che dia senso al presente, di rompere una condizione di immobilità.
Voci. Interrogativi. Sull’origine, sull’infanzia, sulla tensione alla trascendenza.
Buone azioni, cattive azioni, voli. Cadute.
A tratti il buio si rischiara, diventa bianco pieno.
Quadri che prendono vita: Crocifissioni, Deposizione, Pietà.
Il testo-pretesto di partenza è Compagnia, uno degli ultimi di Samuel Beckett, testamento spirituale, oscuro e denso, su cui si innestano frammenti di Aspettando Godot. 
La voce unica che lo attraversa si moltiplica, rifrazioni della personalità degli attori.

Alessandra Cutolo

 

 

Comunicato Stampa 

Debutta martedì 20 aprile – con repliche fino a venerdì 30 –  lo spettacolo Desurrezione, testo e regia di Alessandra Cutolo, con Alessandra D’Elia, Carmine Paternoster, Daniela Piperno e Salvatore Striano.
Omaggio a Samuel Beckett, Desurrezione prende ispirazione da Compagnia, sorta di testamento spirituale del drammaturgo irlandese, per una riscrittura sul tema dell’incapacità degli uomini a farsi compagnia, a stare insieme.
Il racconto scenico prende corpo intorno all’iconografia della Passione e procede per quadri e variazioni su tema: Crocifissioni, Deposizione, Pietà. I due ladroni cercano di comunicare attraverso il tentativo di uno dei due di richiamare un passato che l’altro non riconosce come proprio. I frammenti memoriali sono stati rielaborati a partire da quelli autobiografici beckettiani, mediante degli autentici ricordi d’infanzia dei due attori. La nascita, le prime domande sull’aldilà, salti e cadute.
All’iconografia tradizionale della Passione coi ladroni e le donne accasciate ai piedi delle croci, si sovrappone a tratti una variazione sul tema: le crocifissioni femminili.
Due donne in croce non si fanno compagnia  esercitando l’una verso l’altra una perfidia che dimostra come la condizione comune di “passione” non induce alla condivisione e alla compassione ma anzi esaspera l’incapacità di ascolto.
Creature diverse per identità sessuale, estrazione sociale, visione del mondo, accomunate dall’immobilità, dalla solitudine, colti nei loro dolorosi tentativi di relazione, per rompere una condizione di immobilità, di disumanità. 

Durata dello spettacolo: 50 minuti

Files
Azioni sul documento