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La fabbrica dei sogni

percorso di ricerca e creazione su sogni, incubi e visioni del contemporaneo
Studio n° 1

ideazione, drammaturgia e regia Davide Iodice

con Ilenia Caleo, Floriana Cangiano, Mattia Castelli, Davide Compagnone, Vincenzo Del Prete, Alessandra Fabbri, Tania Garribba, Stefano Miglio, Michele Schiano di Cola
e con gli ospiti del Dormitorio Pubblico di Napoli

scrittura scenica collettiva basata su sogni, memorie, biografie, poesie degli ospiti del Dormitorio Pubblico di Napoli

training e studi sul movimento Marina Rippa
spazio, elementi scenici e maschere Tiziano Fario
costumi Enzo Pirozzi
elaborazioni sonore Massimo Gargiulo, Davide Iodice

foto Irene De Caprio

in collaborazione con Comune di Napoli - Assessorato alle Politiche Sociali

 

una produzione Teatro Stabile di Napoli - Napoli Teatro Festival Italia

 

Centro di Prima Accoglienza per i senza fissa dimora di Napoli, 15 > 20 giugno 2010

 

 

 

 

 

La fabbrica dei sogni è il primo risultato di un percorso di ricerca e creazione teatrale che Davide Iodice – ideatore e curatore del progetto - ha shakespearianamente denominato Della stessa sostanza dei sogni.
Punto di partenza del lavoro è la visione onirica, affrontata con atteggiamento anarchico e poetico in un contesto - il dormitorio pubblico - che teatrale non è, ma che si dimostra portatore d’una fortissima carica creativa.
D’accordo con i responsabili del Centro di Prima Accoglienza per i senza fissa dimora di Napoli, Iodice si è gradualmente avvicinato ai suoi ospiti in stato di disagio per povertà, esclusione sociale, alcolismo, tossicodipendenza, malattia psichica; li ha ascoltati e ha partecipato al loro quotidiano, rendendoli, poco a poco, ispiratori, narratori e drammaturghi delle proprie storie e dei propri sogni, nella convinzione che - così come affermava Eraclito - "i dormienti sono lavoratori che contribuiscono al sorgere di eventi nel mondo".
Ne è scaturito uno studio sul sogno come proiezione ed elaborazione d’un quotidiano incomprensibile, che, paradossalmente, acquista chiarezza grazie alle potenti esplosioni simboliche proprie delle visioni oniriche.
Il sogno come scarto, residuo, immondezza e trasfigurazione della realtà, dunque; i sogni degli ultimi, dei residui, degli ‘scarti’ della società  come specchi rovesciati della realtà che ci circonda.
Lontano dall’indagine sociale e da ogni ‘pietismo’, il progetto si è configurato, dunque, come una ricerca di senso, di poesia, di drammaturgia del reale.
Un viaggio nei sogni degli ultimi, una osservazione della società contemporanea attraverso i racconti e i traumi di chi dalla società contemporanea viene escluso.
Un itinerario che, partito dal dormitorio pubblico di Napoli, intende proseguire in quelli di altre città italiane, per delinearne sempre di più la fisionomia di emblematiche e metaforiche “fabbriche dei sogni”.

 

Percorso di ricerca

 
  1. ricerca drammaturgica (settembre 2009 - gennaio 2010). Questa fase ha visto  impegnato Davide Iodice in un processo di indagine e conoscenza, di 'prossimità' e 'servizio' - secondo una attenta gradualità, dal semplice ed umanissimo ascolto, al lavoro in mensa - con le realtà che ispirano il lavoro. Il risultato è stato la raccolta e la documentazione di materiali diversi per la costruzione di una 'drammaturgia vivente'.
  1. laboratorio (gennaio – maggio 2010). Dopo aver raccolto, nelle sale di socializzazione, d'attesa e nella mensa, il materiale di ispirazione, ovvero la registrazione ‘emotiva’ di racconti, storie, suggestioni, sogni degli ospiti del dormitorio pubblico, è iniziata, nel teatro del Centro di Prima Accoglienza, la fase di riscrittura scenica con gli attori, articolata in quattro cicli di laboratori:

 

I ciclo: 25 gennaio – 3 febbraio

II ciclo: 25 febbraio – 6 marzo  

III ciclo: 22 marzo – 31 marzo   

IV ciclo: 26 aprile – 5 maggio    

 

 

Percorso di creazione

maggio - giugno 2010. Lo studio finale vuole essere la prima tappa di un ‘viaggio’ che ha l’obbiettivo di dare sostanza scenica a sogni e incubi, affetti e nevrosi, aneliti e angosce, utopie e disillusioni di quella che chiamiamo realtà. Lontano dall’essere un’indagine sociologica, questa è una ricerca poetica, il tentativo di comporre e dare corpo a un repertorio di sogni e visioni che nella immediatezza di un simbolismo incarnato riveli gli aspetti meno evidenti, più nascosti e controversi del nostro quotidiano, tentando di interpretarne, se non di decifrarne, la banalità come la tragicità. Luoghi elettivi di questo processo sono i dormitori pubblici delle nostre città, spazi emblematici del contrasto aperto e violento tra la vita sognata e la vita da svegli, specchio rovesciato dell’apparato a festa del reale. Fabbrica dei sogni, appunto, dove si tenta di costruire o di riassemblare senza progetto e senza calibro, la propria realtà, una parvenza, se non proprio un ideale di realtà. Si usano le materie residue dei propri ricordi, dei propri dolori, ciò che resta di un amore, di una tragedia... Operai malinconici vi lavorano, anime in attesa di adozione, vite ‘sformate’, fuori dal calco sociale, vivono e dormono vicini eppure irraggiungibili gli uni agli altri. Sorrisi come ferite, sbotti di canto, ghigni, silenzi profondissimi, strisciare sotto un muro spaventati da tutto, paura del contatto, pianti, sfoghi improvvisi…

E non è questa vita stessa fabbrica di sogni, illusione, evanescenza, precipizio di immagini, trama sconclusionata, apparizione, fantasma, eterno ritorno?

Davide Iodice

 

Evoluzione e circuitazione del progetto

Come ogni creazione, anche questa - che speriamo diventi opera viva ed emblematica - ambisce alla circuitazione.
L'idea è quella di portare il lavoro in altre strutture pubbliche di accoglienza nazionali prevedendo di città in città un lavoro di raccolta di storie e sogni delle persone senza dimora,  che dovrebbero aggiungersi alla struttura spettacolare creata a Napoli.
Un 'repertorio dei sogni' (e degli incubi) che si arricchisce e cambia di città in città.

 

DAVIDE IODICE è nato a Napoli nel 1968. Regista, diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, è tra i fondatori della compagnia Libera Mente di Napoli, di cui è direttore artistico. È stato condirettore artistico del Teatro Nuovo di Napoli dal 1995 al 1999.  Ha collaborato con Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene (Pinocchio, Macbeth Horror Suite), con Carlo Cecchi (aiuto regista per lo spettacolo Finale di Partita di S. Beckett) e con il Teatro di Leo. Ha lavorato con  il teatro danza in Francia, con danzatori provenienti dalle compagnie di Pina Baush, Mark Morris, Magui Marin e in Inghilterra con lo Yorkshire Dance di Leeds. Ha collaborato con il burattinaio Bruno Leone, col gruppo musicale ‘E Zezi di Pomigliano D’Arco, e con il cantante Nino D’Angelo. Ha  realizzato il cortometraggio Napoli in corpo all’interno del videodocumentario Com’è bella la città per il Comune di Roma in collaborazione con Roberta Torre, Giovanni Maderna, Pasquale Pozzessere. Ha realizzato per Rai Radio 3 Il radiodramma Un taglio attraverso di Maurizio Braucci con Raiz degli Alma Megretta, Luca Zulu dei 99 Posse e Speker Cenzou, e diretto il romanzo radiofonico a puntate Sala Giochi di Goffredo Fofi e Maurizio Braucci. Ha lavorato con il teatro presso l’ospedale Pschiatrico S.Maria della Pietà di Roma, il  Policlinico di Napoli, in diverse comunità e luoghi del ‘disagio’. Lavora con artisti di differente provenienza e formazione, dal teatro popolare al teatro danza, dal circo alle arti visive, collaborando con centri di ricerca teatrale nazionali ed internazionali. Diverse le collaborazioni con il Teatro Mercadante di Napoli. Accanto al lavoro specifico di creazione e produzione, conduce da anni in varie parti d’Italia un’intensa analisi antropologica alla ricerca di una coniugazione profonda e viva tra il fare artistico e il senso, ‘sociale’, ‘pubblico’ del suo intendimento e della sua prassi attraverso il coinvolgimento diretto di quei territori e di quelle comunità viventi, nascoste e ancora ‘culturalmente’ resistenti nella propria identità. Un processo di ‘incarnazione’ biografica vera e propria che si fa autentica cerimonia civile, espressione collettiva di una storia presente:

Progetto  Cantieri, Sora 1992 su memorie e storie della comunità

Progetto Sipari,  Prato 1993  su memorie e storie degli operai della Fabbrica Campolmi

Progetto  Ex Volto,  ‘messa laica’ nella Basilica di Tirano 2004 su memorie e storie della comunità

Progetto  Il Verso dell’acqua, lago d’Averno 2007  lingue memorie, mitologie e narrazioni dell’Area Flegrea, con la collaborazione del drammaturgo Mimmo Borrelli

 

TEATROGRAFIA ESSENZIALE

La Morte di Empedocle da F. Holderlin (’90); Uscita d’emergenza di M. Santanelli (’92); Star di Casa (esperimento di teatro nelle case da autori vari, ’92); Dove gli angeli esitano (segnalazione Premio Nazionale ETI Scenario ’93); Grande Circo Invalido da M. Lodoli (’94); Nella solitudine dei campi di cotone da B. M. Koltes per il Teatro Nuovo di Napoli (’95); Senza naso ne’ padroni, una specie di pinocchio (’95); Che bella giornata! dal Cristoforo Colombo di M. De Ghelderode per il Festival di S.Arcangelo diretto da Leo De Berardinis, (Premio Lo Straniero’96); Storia spettacolare di Guyelmo El Pesado che voleva rovesciare il mondo di Maurizio Braucci (’97); I Bambini della città di K, da A. Kristov (’98); La Tempesta, dormiti gallina dormiti da W. Shakespeare (in coproduzione con il CRT di Milano, Premio Ubu 1999, Premio Girulà,Teatro a Napoli 2000); Io non mi ricordo niente (1999, in coproduzione con il CREST di Taranto, regia Davide Iodice e Mauro Maggioni); The Crowded stomach, spettacolo di teatro danza con Benji Reid per lo Yorkshire Dance di Leeds (2000); I Giganti, favola per la gente ferma da L. Pirandello per la Biennale di Venezia diretta da G.B.Corsetti e il Berliner Fiestspiele diretto da Markus Luchsinger (2001); Dammi almeno un raggio di sole (2002, in coproduzione con Santarcangelo dei teatri, regia di D. Iodice e Rojsten Abel); Il giardino nero (da Agota kristof, 2003); Il commencement del commencement - studio scenico dedicato a Leo de Berardinis per il Teatro di Leo (2004); La bellezza (2004); Appunti per uno spettacolo italiano – progetto Petrolio per il Teatro Mercadante di Napoli (2005); Psicosi 4.4.8/Cantico in coproduzione con il Teatro S. Leonardo di Bologna (2005); Zingari di Raffaele Viviani per il Teatro Mercadante di Napoli (2006); ‘A Sciaveca (Premio Tondelli 2007, Premio Girulà Teatro a Napoli 2008) di Mimmo Borrelli, adattamento M. Borrelli e D. Iodice per il Teatro Mercadante di Napoli (2008).
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