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Mal’essere

dall'Amleto di William Shakespeare, ideazione e regia Davide Iodice

TEATRO SAN FERDINANDO 1 febbraio 2017   12 febbraio 2017
Teatro San Ferdinando, 1 Febbraio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 2 Febbraio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 3 Febbraio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 4 Febbraio ore 19.00 e
Teatro San Ferdinando, 5 Febbraio ore 18.00 e
Teatro San Ferdinando, 7 Febbraio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 8 Febbraio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 9 Febbraio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 10 Febbraio ore 21.00 e
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Teatro San Ferdinando, 12 Febbraio ore 18.00 e

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01-02-2017 ore 21.00
02-02-2017 ore 17.00
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11-02-2017 ore 19.00
12-02-2017 ore 18.00

MAL’ESSERE
dall’Amleto di William Shakespeare
ideazione, drammaturgia e regia Davide Iodice
riscrittura in napoletano di Gianni ‘O Yank De Lisa (Fuossera), Pasquale Sir Fernandez (Fuossera), Alessandro Joel Caricchia, Paolo Sha One Romano, Ciro Op Rot Perrotta, Damiano Capatosta Rossi
con Salvatore Caruso, Luigi Credendino, Veronica D’Elia, Angela Garofalo, Francesco Damiano Laezza, Marco Palumbo, Antonio Spiezia
e con i rapper attori Peppe Oh Sica, Vincenzo Oyoshe Musto
spazio scenico, maschere, pupazzi Tiziano Fario
costumi Daniela Salernitano
disegno luci Davide Iodice, Angelo Grieco
musiche composte ed eseguite dal vivo da Massimo Gargiulo
aiuto regia Michele Vitolini
produzione Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale

Amleto, la tragedia shakespeariana forse più conosciuta e citata, è tra le opere più frequentemente rappresentate, ed è considerata un banco di prova cruciale nella carriera di un attore. “Covo da anni il sogno di un Amleto – dichiara Davide Iodice – studiato più volte, più volte apparso come fantasma, ricacciato sempre per pudore e per paura, nell’attesa di una giusta distanza dalle grandi lezioni dei padri, appunto; perché Amleto è l’emblema stesso del fare teatro ed è questione di maturità. Ritrovo questa necessità ora, come ritrovo la necessità di dire tra tante, una parola mia su Napoli. In questo tempo di “paranze d’‘e criature” e di criature morti ammazzati, di padri che mandano – ancora –  i figli alla strage, nell’Elsinore dove vivo, tra Forcella e Sanità, qui mi riappare l’ombra di Amleto, qui sento che non è tanto questione di essere o non essere ma di mal’essere, nel senso doppio della nostra lingua che dice insieme di persona cattiva ma anche di un profondo scoramento, esistenziale: essere o non essere il male, piuttosto. Nessuno più e meglio dei numerosissimi rappers dei nostri territori sa esprimere, a parer mio, questo malessere oggi”.

Spettacolo in abbonamento: San Ferdinando a scelta / Mercadante a scelta