Rassegna Il carcere possibile 2011
10 spettacoli proposti dalle compagnie e gruppi di detenuti/attori di 10 Istituti penitenziari della Regione Campania
comunicato stampa
La scena detenuta al Teatro San Ferdinando di Napoli
Dal 25 al 28 ottobre la settima edizione della rassegna
il carcere possibile
In programma 10 spettacoli proposti dagli Istituti di pena della Campania di
Secondigliano, Lauro, S. Maria Capua Vetere, Pozzuoli, Poggioreale
Airola, Eboli, Nisida, O.P.G. di Aversa, O.P.G. di Napoli
La rassegna è preceduta dall’assemblea del Coordinamento Nazionale
del teatro in carcere di venerdì 21 ottobre presso l’Istituto di Secondigliano
che riunisce 30 realtà operanti in 12 Regioni italiane
Promossa dalla Camera Penale di Napoli in collaborazione con il Teatro Stabile della Città e il Provveditorato Amministrazione Penitenziaria della Campania, torna da martedì 25 a venerdì 28 ottobre al Teatro San Ferdinando, l’appuntamento con la rassegna dedicata alle compagnie di detenuti/attori, il carcere possibile, giunta alla settima edizione.
Un ricco programma con 10 spettacoli proposti da 10 Istituti di pena campani – nell’ordine: Secondigliano, Lauro, S. Maria Capua Vetere, Pozzuoli, Poggioreale, Airola, Eboli, Nisida, O.P.G. di Aversa e O.P.G. di Napoli – realizzati nell’ambito dei piani pedagocici annuali svolti dai rispettivi penitenziari.
Nato da un progetto avviato nel 2003 dalla Camera Penale di Napoli di denuncia delle condizioni di vita della popolazione carceraria – la cui drammaticità è stata oggetto del recente, risoluto appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per cui: “Nelle carceri italiane a migliaia vivono in condizioni disumane e gli ospedali psichiatrici giudiziari sono un orrore, inconcepibile in un paese civile. Questa situazione ci allarma e umilia davanti all'Europa” – il carcere possibile è tra le più importanti manifestazioni a tema in Italia.
“Malgrado le ridotte risorse finanziarie – dichiarano i curatori – anche quest’anno grazie al contributo delle Istituzioni penitenziarie e delle Direzioni carcerarie, sono stati realizzati i laboratori teatrali che hanno coinvolto detenuti, registi, attori, magistrati, operatori, personale di polizia penitenziaria e associazioni di volontariato.”
I risultati di queste attività e i loro approdi scenici verranno presentati al pubblico e agli addetti ai lavori nel corso della quattro giorni al San Ferdinando, la sala dello Stabile che per la prima volta ospita la rassegna, in continuità con le edizioni al Teatro Mercadante di questi anni, e a conferma della consolidata collaborazione dello Stabile con la manifestazione per la sua importante funzione civile.
Si parte alle 18.30 di martedì 25 ottobre con i detenuti/attori dell’Istituto penale di Secondigliano nello spettacolo Il Re è ancora vivo, drammaturgia e regia di Giorgia Palombi, che mette a confronto da prospettive e condizioni diverse – come quella dell’ex detenuto Giuseppe Esposito, ora libero cittadino, e quella di due uomini ancora detenuti – il senso della loro esperienza e del loro incontro con il teatro e la creatività in generale.
A seguire, alle 20.00, la compagnia della Casa Circondariale di Lauro presenta Più leggero di un suspir, testo di Francesco Niccolini e regia Teatro di Gluck. Un viaggio sospeso tra sogno e realtà nel pianeta Shakespeare, l’autore che più di chiunque ha saputo trasformare in opera d’arte il tema della morte e di tutte le sue forme. Il gruppo di detenuti/attori, catapultato chissà da dove sul palcoscenico, si troverà di fronte al pubblico nel disperato tentativo di ricordare le battute, le parti e le azioni del repertorio del Bardo.
Mercoledì 26, alle 17.30, i detenuti/attori della Casa Circondariale di S. Maria Capua Vetere propongono una libera rivisitazione di un classico del teatro napoletano, Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, con la regia di Salvatore Mincione. I temi dell’amore e dell’inganno scandiscono la storia e le vicende del suo protagonista, intorno al quale ruota e si muove un coro di singolari personaggi. In un crescendo di esilaranti colpi di scena il divertimento del pubblico è assicurato.
Alle 19.00, le detenute/attrici della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli presentano lo spettacolo Sonno, liberamente ispirato a Samuel Beckett, con la regia di Simone Petrella. E’ il racconto di tre donne vicine di bara che, come se fossero ancora in vita, si raccontano, discutono, litigano perfino. Solo il passare dei treni scandirà un tempo reale, in attesa di un definitivo trapasso che non si sa se e quando avverrà.
Ultimo appuntamento della giornata quello delle 20.00 con la Casa Circondariale di Poggioreale in scena con lo spettacolo Sogni smarriti, dal laboratorio di Patrizia Giordano. Una rivisitazione di Catastrofe di Samuel Beckett come “lento processo di disumanizzazione di un individuo” è per la regista “una scelta obbligata perché questa volta non ci sia ombra di dubbio sul messaggio che si intende far arrivare in maniera per niente consolatoria.” Protagonista è Alessandra/Stefano Sessa, “non più detenuto e con una grande passione per il teatro”, che in scena racconterà i suoi sogni, quelli infranti e quelli che ha smarrito nella sua difficile vita, una vita che nonostante tutto continua ad amare radicalmente, profondamente.
Giovedì 27 si inizia alle 17.30 con lo spettacolo Spugliete a te e viestem’ a me proposto dall’Istituto per Minori di Airola, con la regia di Antimo Nicolò e Enza Di Caprio. “La ricerca della fortuna, metafora della vita, un ponte tra il passato e il presente, sempre uguale, come un lento battito del tempo”.
A seguire, alle 18.30, la compagnia di detenuti/attori dell’Istituto Circondariale di Eboli presenta lo spettacolo Unità d’Italia: liberati o conquistati?, con la regia di Pino Turco. Un breve viaggio nella storia dell’Unità d’Italia attraverso gli occhi dei contadini meridionali, quei rivoluzionari del nostro Sud noti ai più come briganti, che per l’unità del nostro Paese pagarano un caro prezzo di sangue.
Si chiude alle 20.00 con la compagnia dell’Istituto per Minori di Nisida, presente alla rassegna con lo spettacolo Pe vicule…sottovoce. Un tempo in versi musicati, coordinamento e regia di Antonio Iavazzo, Veria Ponticiello, Pino Di Maio, Salvatore Sannino. Un omaggio al sommo menestrello Viviani, poeta e cantastorie della città partenopea, tra quelle Voci di Napoli, lungo vicoli e panni stesi dove, a ben guardare, però, si scorge il male raccontato dal Bardo, l’eco del canto brechtiano e una folle di figuri di animo genettiano.
Venerdì 28, alle 18.30, l’O.P.G. di Aversa e Teatri InGestAzione presentano Caini d’Aversa, un film documentario di Giovanni Nicois e Luca Palamara, realizzato all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa con il gruppo di attori protagonisti dello spettacolo Fratello mio, Caino, dal Caino di Byron, presentato alla scorsa edizione de il carcere possibile. I sei attori raccontano nel film quella esperienza, quanto è avvenuto nei lunghi mesi delle prove prima che lo spettacolo prendesse forma definitiva. Il film è una produzione Primapagina.
Seguirà la presentazione del libro di Adolfo Ferraro, Materiali dispersi. Storie dal Manicomio Criminale. Un viaggio nel “tempo” trascorso all’interno dell’O.P.G. di Aversa, dove agisce una schiera di esseri umani con vari ruoli gerarchicamente distribuiti che si aggira, aspetta, si ricorda, ride, piange, si lamenta, si arrabbia e poi ricomincia daccapo.
Alle 20.30 ultimo spettacolo della rassegna quello proposto dall’O.P.G. di Napoli, Morale della favola, drammaturgia collettiva o.n.g.Teatri & Etèrnit, su ideazione e regia di Pino Carbone. L’esplorazione teatrale del “ricordo” come condizione del presente, dove la messa in scena è lo spazio della nostra infanzia, quel tempo in cui non esisteva ancora il reato, la malattia, il senso di fallimento, la detenzione e tutto è ancora possibile: un ritorno rigeneratore alla parte migliore di noi stessi.
L’ingresso alle rappresentazioni è gratuito ed è consentito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Informazioni
www. ilcarcerepossibileonlus.it | info @ilcarcerepossibileonlus.it
l’ufficio stampa, sergio marra

