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Arrevuoto Scampia Napoli | 2005-2006

progetto triennale di Marco Martinelli - Teatro delle Albe

a cura di Roberta Carlotto

Scampia, Teatro Auditorium, Viale della Resistenza
venerdì 21 aprile 2006 ore 21.00

Napoli, Teatro Mercadante, Piazza Municipio
lunedì 24 aprile 2006 ore 21.00

Roma, Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina


Arrevuoto. Scampia – Napoli è un progetto triennale del Mercadante Teatro Stabile di Napoli dedicato al mondo degli adolescenti. Marco Martinelli con i suoi laboratori della "non scuola" negli ultimi dieci anni ha ottenuto un enorme riscontro con i ragazzi degli Istituti medi e superiori dell’Emilia Romagna, sia in termini di partecipazione, sia per i risultati teatrali conseguiti. Fenomeno di grande successo, fuori e dentro i confini italiani, la non-scuola consiste in un ciclo di laboratori teatrali tenuti in orario extracurriculare dagli operatori delle Albe e da un insegnante-mediatore con il gruppo dei ragazzi che ha deciso di partecipare. Il ciclo di laboratori prevede un intenso lavoro conclusivo finalizzato alla messa in scena di un spettacolo. Il progetto ideato per la città di Napoli è stato innanzi tutto un esperimento di rete: la Compagnia delle Albe ha lavorato insieme ad operatori culturali, teatrali e sociali di Napoli, i quali, dopo questo primo anno, potranno proseguire il lavoro autonomamente fino a diventare essi stessi la base di una rete sempre più allargata, capace di coinvolgere un maggior numero di scuole e di studenti negli anni futuri. Per questo primo anno “pilota”, inscritto nell’anno scolastico 2005/2006 si sono messe a confronto realtà sociali e culturali diverse fra loro come il Rione Scampia e il Centro storico di Napoli, anche se per questo primo anno è stata Scampia, con tutte le problematiche di una difficile periferia, l’osservatorio privilegiato.
I ragazzi d’età, formazione e etnie diverse sono stati divisi in quattro gruppi: tre hanno fatto capo alla scuola di provenienza (Scuola Media “Carlo Levi”, Istituto di Istruzione Superiore Scampia Liceo “Elsa Morante”, Liceo Classico “Antonio Genovesi”), mentre un altro ha fatto riferimento al Gruppo Chi Rom e Chi No. Ogni gruppo ha lavorato in autonomia, all’interno di un laboratorio articolato secondo appuntamenti settimanali e seguito sia da un insegnante che dagli operatori teatrali ravennati e napoletani.
Tutti i gruppi, poi, si sono riuniti nella fase finale del lavoro per le prove e l’allestimento dello spettacolo: prima presso la sala teatro della Scuola Media Carlo Levi e poi nell’Auditorium di Scampia, ristrutturato e aperto per l’occasione. Il testo scelto per la rappresentazione è stato Pace di Aristofane, un testo capace di riunire in sé la forza del classico ma anche la libertà di far leva sulla creatività, la capacità di improvvisazione e le ricchissime potenzialità dei giovani napoletani.
Lo spettacolo è stato presentato al pubblico in due momenti: il 21 aprile 2006 alle ore 21.00 all’Auditorium di Scampia e il 24 aprile 2006 alle ore 21.00 al Teatro Mercadante. Una terza replica sarà effettuata al Teatro Argentina di Roma il 30 maggio 2006.


Mercadante Teatro Stabile di Napoli
presenta

Arrevuoto: Scampia - Napoli
progetto triennale diretto da Marco Martinelli Teatro delle Albe
a cura di Roberta Carlotto
collaborazione di Maurizio Braucci
realizzato in collaborazione con Ravenna Teatro – Teatro Stabile d’Innovazione
e con Scuola Media Carlo Levi - I. I. S. Scampia Liceo Elsa Morante - Liceo Classico Antonio Genovesi - Gruppo chi rom e…chi no
con il sostegno di Comune di Napoli | Assessorato alla Cultura, Presidenza Regione Campania
con l’adesione di Provincia di Napoli | Assessorato alle Politiche Scolastiche e Formative, Circoscrizione Scampia, il Gridas
con il patrocinio del Comune di Roma
con il contributo di ACEA spa
in collaborazione con RAI SAT RAGAZZI

2006 primo movimento
Pace!
riscrittura da Aristofane
drammaturgia e regia Marco Martinelli

guide Maurizio Lupinelli, Alessandro Renda, Oreste Brondo, Federica Lucchesini, Anita Mosca, Barbara Pierro 

in scena Mario Emanuele Abbate, Martina Alteri, Oliver Andjelkovic, Valeria Arnone, Giuseppina Ascione, Jasmin Avdo, Antonio Bastelli, Maria Betteghella, Maria Brilla, Oreste Brondo, Maria Pia Calandro, Mirko Calemme, Rosa Canò, Salvatore Capasso, Gianmarco Carniero, Luana Cartigiano, Domenico Caruso, Alba Celentano, Giuseppina Cervizzi, Chiara Ciccarelli, Martina Ciotola, Bruna Cuccari, Isabella Dell’Andro, Biagio Di Bennardo, Antonietta Esposito, Jessica Esposito, Mena Esposito La Rossa, Rosario Esposito La Rossa, Alessia Fabbrini, Noemi Fabiano, Marinì Fernando, Marika Ferraro, Emma Ferulano, Giuliana Fiorellino, Valentina Fornario, Maurizio Gallo, Marcello Germoglio, Christian Giroso, Serena Iovine, Gianni Jasar, Gelian Jasar, Dusko Jovanovic, Manuela Lipariti, Federica Lucchesini, Maurizio Lupinelli, Daniele Mango, Mena Marinetti, Giordana Marzano, Marco Martinelli, Ludovica Massimo Esposito, Vittorio Matafora, Serena Mattiello, Emanuele Miano, Mariarita Migliore, Alessandra Montuori, Anita Mosca, Imma Nunziata, Laura Ottieri, Luca Parmigiano, Barbara Pierro, Maurizio Piscopo Gallo, Veronica Pfeiffer, Bianca Polidoro, Valeria Pollice, Regina Prete, Giuseppe Prudente, Alessandro Renda, Vincenzo Romanelli, Giorgia Russo, Andrea Saggiomo, Oridana Stevic, Antonio Stornaiuolo, Lena Stornaiuolo, Anna Tancredi, Giovanni Rodrigo Vastarella 

collaborazione spazio luci Vincent Longuemare Ermanna Montanari
collaborazione costumi Ermanna Montanari Maica Rotondo
collaborazione drammaturgica Maurizio Braucci
assistenti alla regia Maurizio Lupinelli e Alessandro Renda
fonico Antonio Gatto
elettricisti Peppe Cino, Samos Santella
macchinisti Enzo Palmieri, Gigi Sabatino
fotografo di scena Stefano Cardone
stampa foto Biagio Ippolito 

Note di regia
“Permettete, spettatori, che un pezzente parli agli ateniesi della loro città, stando dentro una commedia. Buffonate? Anche le buffonate sanno la verità.” (Aristofane, Acarnesi)

Immaginate un adolescente infuriato che scrive la sua prima commedia. La città di quell’adolescente è appena entrata in guerra, è assediata dai nemici, è travolta dalla peste. E allora la prima commedia di quel ragazzino è contro la guerra, contro tutte le guerre. Immaginate che quella guerra non finisca, che duri trent’anni, che quell’adolescente diventi adulto e continui a scrivere commedie spericolate e divertenti, percorse dall’ossessione di quel conflitto che sembra non finire mai. Immaginate che quell’adolescente, il padre della comicità occidentale, mantenga vivo in sé, fino all’ultima sua fatica, lo spirito del ragazzino ribelle, schierato contro il mondo dei “grandi”, contro le logiche ferree e grige di una vita dominata dalla violenza e dalla morte.
Quell’adolescente è Aristofane, un greco vissuto 2500 anni fa. Il suo genio sta nel mettere insieme, nella stessa commedia, le schifezze e i sogni, le battute più oscene e i versi più cristallini, la merda e il cielo. Come nella Pace: Trigeo, della tribù di Atmonìa, vuole farla finita con la guerra che insanguina Atene. Allora nutre un gigantesco scarabeo stercorario (“nu scarafone mangiamerda…”), e in groppa al fantastico animale sale su in cielo a liberare la Pace, rinchiusa in una grotta da stupide e crudeli divinità guerriere, per riportarla sulla terra.
Per questo ho proposto Aristofane ai 70 adolescenti infuriati di Napoli e Scampia, per questo ho riscritto il testo insieme a loro, nutrendolo delle loro improvvisazioni, lavorando su un filo sotterraneo di fantasmi e marionette che da Aristofane arriva fino a Totò: perché la loro carica tenga vivo il segreto del teatro, la sua linfa dionisiaca e selvatica. Marco Martinelli


Così la stampa:

“Scelti 70 ragazzi dai 12 ai 18 anni, convenuti da due diverse scuole di Scampia e da una vicina associazione rom, ma anche da un liceo classico del centro, li si è chiamati a un lavoro d’assieme durato sette mesi, dedicati all’adattamento di un classico, addirittura La pace di Aristofane, irridente commedia contro la guerra che si prestava per i suoi eterni temi a divenire attuale attraverso l’intervento diretto di quei giovanissimi, sollecitati a raccontarsi con un’immediatezza e un’inventiva veramente trascinanti”. (Franco Quadri, “la Repubblica”, 6 maggio 2006).

“Non sorprende certo che Martinelli ci proponga uno spettacolare gioco teatrale pieno di invenzioni, tantomeno che abbia saputo tirar fuori da questi giovani idee così forti e emozionanti. […] Ma qui dimostra quanto si sia messo in ascolto, quanto abbia saputo cogliere l’energia di quei corpi, la potenza di quelle voci, disposte in cori, in canti, in grida, quanto abbia capito i loro movimenti e i loro passi del tutto differenti da quelli dei ragazzi di altre parti d’Italia”. (Antonio Audino, “Il sole 24 ore”, 23 aprile 2006).

“Settanta ragazzi scatenati, che in un’ora e mezzo spendono tutta la loro vitalità, i desideri e la crudeltà a svelare i doppi fondi della pace e della guerra, della vita facile e della povertà, della speranza e dell’utopia. […] Uno spettacolo esplosivo e irresistibile”. (Gianfranco Capitta, “il manifesto”, 23 aprile 2006).

“I ragazzi di Scampia – la maggioranza fra i 70 saliti venerdì sera sul palco del locale auditorium – hanno assaporato il gusto di essere napoletani e basta, come i coetanei di Chiaia, di Fuorigrotta, del Vomero. […] Tutti parte del progetto triennale ideato da Roberta Carlotto in collaborazione con Maurizio Braucci. Quello di rappresentare con “Arrevuoto” la loro originale versione di “Pace” di Aristofane, un testo contro ogni guerra, oggi attuale più che mai. E la luce che brillava negli occhi di questi ragazzi, ma anche in quelli dei familiari e degli amici, al termine dell’evento, ha il sapore soprattutto dell’orgoglio, dell’appartenenza ad una comunità”. (Stefano de Stefano, “Corriere del Mezzogiorno, 23 aprile 2006).

“Martinelli ha portato avanti nel corso di pochi mesi un intervento intenso e delicato, ma insieme entusiasmante grazie alla vitalità che i ragazzi di Scampia hanno messo all’impresa. […] Senza una sbavatura, con tempi strettissimi e un ritmo perfetto, circa ottanta ragazzi, spesso in scena tutti o quasi tutti, hanno presentato la loro versione di Aristofane in lingua “scampiese” con intermezzi in lingua rom, allegramente reinventando lontanissime situazioni comiche e didascaliche che, pur parlando di pace e di guerra in astratto, sapevano ben riferirsi a pace e guerra vicine, anzi vicinissime”. (Goffredo Fofi, “Il mattino”, 23 aprile 2006).

“Se l’essenza di un teatro pubblico è far ritrovare alla popolazione la relazione profonda e fondante col rito teatrale, ho pensato di stare assistendo a qualcosa del genere. Lo spirito dell’esperienza diretta della forza guaritrice della cultura stava trovando una nuova dimora”. (Renato Nicolini, “l’Unità”, 23 aprile 2006).

“I giovani chiamano e il teatro risponde. O forse questa volta è il teatro che chiama e la risposta viene da un piccolo esercito di ragazzi che decide di “giocare” in palcoscenico. […] Riscoprendo spazi fisici e mentali abitualmente impraticati e impraticabili. Invadendo con irruento, contagioso, impudico entusiasmo “santuari” altrimenti preclusi: il palcoscenico del Teatro Mercadante, quello nuovissimo del Teatro Auditorium in viale della Resistenza, “ritrovato” e rimesso a nuovo per l’occasione”. (Giulio Baffi, “la Repubblica – Napoli”, 26 aprile 2006)

Riconoscimenti

Premio speciale Ubu per il teatro 2006
Motivazione:
Progetto "Arrevuoto. Scampia-Napoli", ideato da Roberta Carlotto, curato da Marco Martinelli e prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli, per la valenza sociale, pedagogica e umana del progetto, condotto in un contesto sociale particolarmente difficile, e per la forza espressiva dei suoi esiti scenici.

Premio della Critica per la Stagione Teatrale 2005/2006
Motivazione:
Arrevuoto primo momento di un progetto triennale che ha visto impegnati Marco Martinelli ed il Mercadante Teatro Stabile di Napoli a dare spazio fantastico al mondo degli adolescenti.
Un “laboratorio della non scuola”che ha coinvolto, insieme alla Compagnia delle Albe, operatori culturali, teatrali e sociali della città di Napoli ed un gran numero di ragazzi appartenenti a realtà sociali e culturali diverse tra loro come il Rione Scampia e il Centro Storico di Napoli per un lavoro creativo di avvicinamento al teatro di profondo significato e di attualità. Così le parole di Aristofane per “Pace!” sono state palestra di una esperienza di conoscenza e di approfondimento, occasione di creatività, percorso costruito con attenzione e rispetto per giungere ad una rappresentazione emozionante e coinvolgente, ricca di invenzioni, di improvvisazioni, di citazioni che ha portato i giovanissimi interpreti ad essere veramente protagonisti di un evento teatrale senza precedenti, divertente e profondo, e capace di saldare l’emozione del teatro alla conoscenza dell’amicizia, alla riflessione sociale, allo studio.

Premio Girulà
, Teatro a Napoli 2005-2006
migliore Progetto di teatro rivolto agli adolescenti: per aver unito fraternamente i ragazzi di Napoli e di Scampia nella rappresentazione di un testo contro ogni guerra come la “Pace” di Aristofane”

 

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