Gomorra
di Roberto Saviano e Mario Gelardi
regia Mario Gelardi
con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino,
Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo
e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux
scene Roberto Crea
costumi Roberta Nicodemo
musiche Francesco Forni
immagini Ciro Pellegrino
foto di scena Marco Ghidelli
Uno spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano (Arnoldo Mondadori Editore) e da un’idea di Ivan Castiglione e Mario Gelardi
una produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Venerdì 25 aprile 2008 Gomorra inaugura la nuova serie di Palcoscenico la trasmissione di Giovanna Milella e Alida Fanolli in onda tutti i venerdì, in seconda serata, su Rai Due.
Quando io ed Ivan Castiglione conoscemmo Roberto Saviano e, avemmo l’occasione di leggere alcuni suoi scritti, capimmo subito che ci trovavamo davanti ad un autore dallo stile assolutamente inedito per il panorama letterario italiano.
Dopo un primo periodo in cui uno scrittore si raffrontava con un autore teatrale, l’amicizia tra me e Roberto si è trasformata in uno dei motori di quello che sarebbe diventato il progetto Gomorra.
Roberto stava per terminare la stesura del suo primo romanzo-reportage, ed iniziò ad inviarmi i suoi scritti. Pensate alla possibilità di leggere Gomorra, quando il libro nemmeno esisteva… si è aperto davanti a me un mondo assolutamente inedito, una terra svelata che era anche la mia terra.
È stata quasi immediata la proposta di fare di quel libro uno spettacolo, anzi un progetto teatrale.
Sì perché le storie di Gomorra, i personaggi raccontati, sono talmente tanti, e soprattutto così drammaturgicamente interessanti, che ci è stato chiaro fin dall’inizio che sarebbe stato impossibile racchiuderli in un unico spettacolo.
Abbiamo scelto e lo abbiamo fatto in base a quelle che erano per noi, le vite più “necessarie“ da raccontare. La scelta è andata su cinque di quei personaggi, Pasquale, Mariano, Pikachu, Kit Kat e lo Stakeholder. Scelta difficilissima, perché in questo modo abbiamo dovuto sacrificare storie bellissime, come quelle di Don Peppino Diana.
Lavorando sulle bozze di Gomorra, quindi sull’edizione iniziale, quella non andata in stampa, ho avuto occasione di approfondire ancor di più le storie, di poter raccontare quei personaggi al di là del “fatto” che gli accadeva.
Poi all’improvviso, durante il tranquillo lavoro di due autori, è accaduto quello che molti giornali hanno raccontato, quella che tra noi chiamiamo “l’invettiva di Casale”. Ricordo i giorni seguenti, quelli davvero duri e difficili. I giorni della lontananza, dei telefoni muti, delle notizie lanciate dai giornali. I giorni del silenzio che dopo un rincorrersi continuo venne, finalmente, interrotto.
La nostra amicizia, ma anche il nostro rapporto di lavoro, è dovuto necessariamente cambiare. Vederlo accompagnato sempre da tre carabinieri, incontrarlo in luoghi sempre diversi, rincorrerci via e mail per scrivere un dialogo o correggere una scena, è stata un’esperienza decisamente unica nella sua irrazionalità. Perché comunque la si pensi, scrivere un libro, attestare il diritto alla legalità di un popolo, non può costare tutto questo.
Da quel punto in poi l’esigenza, perché forse lui ne avrebbe fatto a meno, di raccontare una sesta storia, proprio quella di Roberto. Quella che nel libro c’è solo in parte, quella che il pudore dell’autore aveva mitigato nelle emozioni. Abbiamo iniziato così, un lavoro con Ivan Castiglione, che lo interpreta, per ricostruire il rapporto di Roberto con le sue storie e l’atteggiamento che aveva avuto con i suoi personaggi, ma abbiamo anche cercato di raccontare, seppur brevemente, il dopo “Gomorra”.
Un percorso davvero difficile quello che ha portato alla realizzazione dello spettacolo, fatto di molti no e rifiuti, sembrava quasi che la camorra non fosse un tema interessante per il panorama teatrale, ricordo ancora le parole di qualcuno “è un problema locale, non interessa al pubblico”. Solo grazie all’impegno di Ivan Castiglione, al contributo prezioso di Giuseppe Miale di Mauro, all’aiuto di Luigi Marsano e soprattutto al coraggiosa decisione del Teatro Mercadante, di produrre lo spettacolo, siamo riusciti a portare a termine questo impegno.
Lo spettacolo
Nello spettacolo abbiamo creato una struttura che mettesse in contatto tutte le storie e che utilizzasse Roberto come un collante tra esse. La scommessa era quella di dare un carattere ma anche una faccia ai protagonisti del libro. Si parla di carne e sangue e non solo di carta.
Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalaschnikov, rapida , violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, immaginata dallo scenografo Roberto Crea, sempre in costruzione o sempre in decadenza, accompagnata dalla musica e dalle sonorità di Francesco Forni, una città in cui l’occhio dello scrittore Saviano si pone ad illuminare squarci di vita.
Ho cercato un senso di movimento circolare, un continuo rincorrersi di personaggi e storie. Un continuo senso di disagio che non ti fa stare fermo sul posto, che fa cercare, cercare sempre qualcosa di diverso, qualcosa di “altro” da quello che si è e si ha. Un rincorrersi delle storie continuo, con i personaggi che si superano, che si affiancano, che si fermano ad ansimare per la fatica.
Attraverso le immagini di Ciro Pellegrino volevamo restituire un simbolismo capace di parlare a tutti, anche ad un pubblico a cui una lingua o un luogo potevano apparire estranei.
È chiaro che la criminalità ed in maniera specifica la camorra, è stata già raccontata , e non penso quindi di svelare squarci di verità inediti.
In questo caso ho scelto due livelli di racconto, quello più istintivo, animalesco, violento, costituito dal braccio armato della camorra e quello imprenditoriale, che non si sporca mai le mani direttamente, che coordina a distanza che ha interessi in tutto il mondo.
Ed è anche chiaro che dopo aver venduto quasi un milione di copie, il nostro scopo, mio, di Roberto e di tutti gli attori, e di andare oltre il libro, di creare uno spettacolo assolutamente indipendente con caratteristiche proprie ma, che non tradisse le atmosfere così ben raccontate dal Roberto scrittore.
Nello stesso tempo ho cercato di raccontare il Roberto Saviano che conosco io, quello distante dall’immaginario collettivo che ne fa o un eroe o un furbo. Il Saviano che torna a Casal di Principe a parlare in piazza, in quella piazza ostile, in cui ci sono gli uomini che lo vorrebbero “altrove”, che vorrebbero chiudergli la bocca, lui è li, con la forza delle sue parole, con la forza delle sue idee: “Sapere, capire diviene una necessità. L’unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare”. Per noi, per tutti noi che lavoriamo alla versione teatrale di Gomorra, questa è diventata un’ossessione.
Mario Gelardi
Tournée 08 > 09
20 settembre, Benevento
Teatro Massimo - Festival Benevento Città Spettacolo
6 > 7 ottobre, Torre del Greco - Na
Teatro Corallo
8 ottobre, Pontinia - LT
Teatro Fellini
10 > 12 ottobre, Torino
Teatro Baretti
14 ottobre > 9 novembre, Milano
Teatro Leonardo Da Vinci
10 > 11 novembre, Bellinzona
Teatro Sociale
14 novembre, Berlino
Volksbühne – Festival Teatro/Theater. Italienischer Theaterherbst in Berlin 2008
Promosso e realizzato dall’ETI in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino
16 novembre, Albano S. Alessandro - Bg
Teatro Don Bosco
17 novembre, Lumezzane – Bs
Teatro Odeon
18 novembre, Fidenza - Pr
Teatro Magnani
19 novembre, Desenzano del Garda– Bs
Teatro Alberti
20 novembre, Villanuova sul clisi – Bs
Teatro Corallo
21 novembre, Manerbio - Bs
Teatro Politeama
22 > 23 novembre, Gallarate – VA
Teatro Condominio Vittorio Gassman
25>27 novembre, Pavia
Teatro Fraschini
28>30 novembre, Vigevano - PV
Teatro Cagnoni
2 dicembre, Chivasso - TO
Teatro Politeama
3 dicembre, Venaria Reale – TO
Teatro della Concordia
4 dicembre, Casale Monferrato – AL
Teatro Municipale
5 > 6 dicembre, Cuneo
Teatro Toselli
7 dicembre, Vercelli
Teatro Civico
9 > 11 dicembre, Savona
Teatro Chiabrera
12 > 13 dicembre, Campi Bisenzio - FI
Teatro Dante
15>16 dicembre, Terni
Teatro Verdi
17>21 dicembre, Perugia
Teatro Morlacchi
22 dicembre, Orvieto - TR
Teatro Mancinelli
6 > 7 gennaio, Trieste
Teatro Politeama Rossetti
8 > 9 gennaio, Udine
Teatro Zanon
10 gennaio, Monfalcone - Go
Teatro Comunale
11 gennaio, San Vito al Tagliamento – Pn
Auditorium Centro Civico
13 gennaio, Imola
Teatro dell’Osservanza
14 gennaio, Rimini
Teatro Novelli
15 > 18 gennaio, Modena
Teatro delle Passioni
20 gennaio, Correggio - RE
Teatro Asioli
21 > 22 gennaio, Cesena - FC
Teatro Bonci
23 > 24 gennaio, Casalecchio di Reno – BO
Teatro Testoni
25 gennaio, Ostellato - FE
Teatro Barattoni
27 gennaio > 1 febbraio, Genova
Teatro della Corte
3 > 8 febbraio, Roma
Teatro Ambra Jovinelli
10>12 febbraio, Faenza - RA
Teatro Masini
13 febbraio, Argenta - FE
Teatro dei Fluttuanti
14 febbraio, Cattolica – RN
Teatro della Regina
16 febbraio, Corridonia – MC
Teatro Comunale Gian Battista Velluti
17 febbraio, Fermo – AP
Teatro dell’Aquila
18 febbraio, Urbino – PU
Teatro Sanzio
19 febbraio, San Severo - Fg
Teatro Verdi
20 > 21 febbraio, Brindisi
Teatro Verdi
23 febbraio, Matera
Teatro Duni
24 febbraio, Potenza
Teatro Don Bosco
25 febbraio, Mercato San Severino - Sa
Teatro Comunale
26 > 27 febbraio, Avellino
Teatro Comunale Carlo Gesualdo
28 febbraio > 1 marzo, Caserta
Teatro Comunale
3 marzo, Vasto – Ch
Teatro Globo
4 marzo, Lanciano – Ch
Teatro Comunale Fedele Fenaroli
5 marzo, Roseto degli abruzzi – Te
Teatro Odeon
6 marzo, Ortona – Ch
Teatro Comunale Vittoria
7 marzo, Avezzano – Aq
Teatro Impero
8 marzo, Sulmona – Aq
Teatro Comunale Maria Caniglia
10 marzo, Cremona
Teatro Ponchielli
11 marzo, Bolzano
Teatro Comunale
12 marzo, Vicenza
Teatro Astra
13 marzo, Bagnone - MS
Teatro Comunale Ferdinando Quartieri
14 marzo, San Giovanni Valdarno - AR
Teatro Bucci
15 marzo, Lucca
Teatro del Giglio
16 marzo, Borgo San Lorenzo – FI
Teatro Giotto
17 marzo, Siena
Teatro dei Rozzi
19 > 29 marzo, Napoli
Teatro San Ferdinando
31 marzo, Tivoli – Roma
Teatro Giuseppetti
1 aprile, Gaeta – LT
Teatro Ariston
Tournée 07 > 08
29 ottobre > 18 novembre
Napoli, Teatro Mercadante - Ridotto
23 novembre
Potenza, Teatro Francesco Stabile
24 > 25 novembre
Bari, Teatro Kismet
27 novembre > 8 dicembre
Roma, Teatro Valle
9 dicembre
Spello (Perugia), Teatro Subasio
11 dicembre
Scandiano (Re), Teatro Boiardo
12 > 16 dicembre
Prato, Teatro Fabbricone
18 > 19 dicembre
Pordenone, Teatro Comunale Giuseppe Verdi - Sala prove
3 gennaio
Castrovillari (Cosenza), Teatro Sybaris
4 gennaio
S. Angelo di Drapia Tropea (Vibo Valentia), Teatro La Pace
5 gennaio
Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), Teatro Gioiosa
9 gennaio
Como, Teatro Sociale
10 gennaio
Rivoli (To), Teatro Don Bosco
11 gennaio
Moncalieri (To), Teatro Civico “G.Matteotti”
12 gennaio 2008
Biella, Teatro Sociale “Villani”
15 gennaio
Grottammare (Ap), Teatro delle Energie
17 gennaio
Buti (Pi), Teatro Francesco di Bartolo
18 gennaio
Pescia (Pt), Teatro Pacini
19 gennaio
Parma, Teatro delle Briciole
20 gennaio
Fiorenzuola D’Arda (Pc), Teatro Municipale Giuseppe Verdi
22 gennaio
Marghera (Ve), Teatro Aurora
24 gennaio
Sinalunga (Si), Teatro Comunale "Ciro Pinsuti"
26 gennaio
Senigallia (An), Teatro La Fenice
28 gennaio
Campobasso, Teatro Savoia
30 gennaio
Piano di Sorrento (Na), Teatro delle Rose
31 gennaio
Santa Maria Capua Vetere (Ce), Teatro Garibaldi
1 febbraio
Marano (Na), Teatro Siani
2 > 3 febbraio
Salerno, Teatro Augusteo
12 e 13 giugno 2008
Wiesbaden (Francoforte), Festival New plays from Europe – Theaterbiennale of the Staatstheater Wiesbaden
Rassegna stampa – estratti:
La versione teatrale del libro […] porta in scena […] solo cinque personaggi. Il sarto Pasquale, un Ernesto Mahieux molto calato nella parte, che in una fabbrica clandestina gestita da un prestanome dei boss realizza abiti che indosseranno le star di Hollywood. Mariano, laureato con la passione per i kalasnikov e faccia pulita della camorra.. Franco, lo stakeholder, il mediatore che smaltisce i rifiuti tossici. L’arrogante spacciatore Pikachu e la sentinella dei clan Kit Kat. Antonio Ianniello, Giuseppe Miale di Mauro, Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo gli interpreti. Le loro vite si dipanano in una violenza nel lettore immaginata, nello spettatore percepita a pelle. Platea di lettori-spettatori, lunghi applausi e tutto esaurito fino al 18 novembre. (Valeria Chianese, «Avvenire», 31 ottobre 2007)
Potere del teatro e degli attori, capaci, come nella vita reale, di coniugare tragedia assoluta a effimeri momenti di leggerezza. […] Si muovono come automi in uno spazio desolante diviso in due piani fra pilastri abusivi, che fungono da confine drammaturgico. Lasciando al protagonista, il Roberto di Ivan Castiglione, il compito di legare i tanti fatti. Risultato uno spettacolo dai grandi ritmi, a tratti iperrealista, capace di affogare nei rapidi cambi di scena tutti i rischi di oggettiva didascalicità. (Stefano de Stefano, «Corriere del Mezzogiorno», 31 ottobre 2007)
Nello spettacolo, recitato con un realismo impressionante da tutti gli attori, la parola arriva come una scazzottata, una botta di freddo seguita da un improvviso calore che ti porta a sudare. Questo accade perché le scene si risolvono essenzialmente in azioni fisiche, in qualche caso minacciose, violente, come è la vita di questi ragazzi che Castiglione/Saviano incontra per il suo reportage all’inferno, sentendosi come “uno di loro”. […] Saviano non è affascinato dai suoi nemici, non li rende epici, come ha fatto quasi interamente la letteratura di soggetto mafioso dal “Padrino” in poi. Se Totò Riina è capace di stare seduto due ore nella sua cella a contemplare la fiction che narra la giovinezza sua e di Provenzano, per contro mai nessun camorrista entrerà in teatro a vedere Gomorra senza desiderare di spaccare tutto. (Katia Ippaso, «Liberazione», 31 ottobre 2007)
Alla base dell’allestimento di “Gomorra” vi è l’intenzione di rileggere, in una prospettiva civile, il rapporto tra l’uomo Roberto Saviano, ciò che egli ha scritto e come questo si sia tramutato in una vicenda paradossale, ibrida, intrisa di un’infinità di voci e di volti, di luci, suoni, silenzi, gesti, movimenti. Gli stessi elementi che, estrapolati dall’opera letteraria, ritroviamo sintetizzati nell’agire di cinque prototipici personaggi, tutti interpretati con straordinaria intensità emotiva. (Francesco Urbano, «Roma», 31 ottobre 2007).
Il libro lo hanno comprato quasi un milione di persone, mentre i fruitori della riduzione teatrale (110’ filati) non possono essere per ora più di novantotto a recita, ossia quanti ne contiene il Ridotto del Mercadante. Costoro sono tuttavia dei privilegiati, perché Gomorra diretto da Mario Gelardi, adattatore del testo insieme con l’autore Roberto Saviano, è uno spettacolo eccellente, vivo, vitale, appassionante, di quelli che ogni tanto riconciliano col medium. (Masolino D’Amico, «La stampa», 31 ottobre 2007).
Di fronte al materiale incandescente del romanzo, la versione teatrale ha deciso di puntare su brevi flash, una sequenza di quadri narrativi, dialoghi inevitabilmente accorciati, in un continuo rincorrersi di situazioni ed avvvenimenti, dove lo stesso Roberto Saviano (interpretato d a Ivan Castiglione) fa da ulteriore raccordo. Mettendo in risalto alcuni personaggi principali […] e anche le immagini di Ciro Pellegrino dove le gocce di sangue e i buchi delle pallottole trasfigurano continuamente come le atmosfere dure della colonna sonora di Francesco Forni. (Flaviano De Luca, «il manifesto», 4 novembre 2007)

