La pelle
di Curzio Malaparte
adattamento e regia Marco Baliani
con Marco Baliani, Elisa Cuppini, Marion D’Amburgo, Alessandra Fazzino, Maria Maglietta, Simone Martini, Guido Primicile Carafa, Michele Riondino, Giuseppe Sangiorgi, Caterina Simonelli
scene e costumi Marion D’Amburgo
luci Roberto Innocenti
musica Mirto Baliani
una produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli / Teatro Metastasio Stabile della Toscana
dal 4 al 16 Novembre
Orario spettacoli
Feriali ore 21 / Festivi ore 18 / Giovedi ore 17.30
Lunedì riposo
Mettere il dito dove non si dovrebbe, toccare la sostanza nascosta delle cose, il dentro, l’oscura materia che oscuramente riempie l’involucro. Non solo dei corpi composti di carne, ma anche delle anime fatte di sentimenti ed emozioni. Eppure noi umani dedichiamo tutte le nostre energie per cercare di salvare l’involucro, la pelle, appunto. Né potremmo fare altrimenti, poiché il fantoccio che noi siamo necessita prima di tutto di una forma. E questa forma è una pelle sottile, fragile, una protezione delicata che si regge e alimenta in una vicendevole complice attestazione di esistenza. Questo non riguarda solo noi individui ma anche il nostro gruppo, le nostre tribù, la nostra appartenenza ad un corpo più grande, la città, il Paese, a volte la patria. Questo nostro coesistere ha bisogno altrettanto di una pelle che lo contenga, che lo delimiti e lo rafforzi. Ma appena questo nostro guardarci perde forza, e sostanza, non appena gli occhi si fanno affamati, o disperati o indifferenti, ecco che tutte le nostre impalcature crollano, non solo il corpo biologico si fa catastrofe ma anche il corpo sociale precipita, e la forma stessa del mondo perde consistenza. È allora che si apre il baratro. La crosta sottile, quella pelle che noi chiamiamo civiltà rivela di colpo tutta l’oscurità ancestrale e viscerale che dall’inizio dei tempi pulsa là sotto e che quel fragile prezioso involucro teneva strenuamente sotto controllo. La pelle di Malaparte credo parli soprattutto di questo…
La seconda guerra mondiale ha lasciato al suo passaggio un immenso deposito di rovine.
In quegli anni è accaduto, nel pieno della nostra Europa, della nostra cultura, che milioni di esseri umani siano stati ridotti a oggetti, a cose, privati di identità e di anima.
La pelle racconta questo passaggio, scegliendo la città di Napoli per il suo affresco, perché lì il ventre è più scoperchiato, il trucco non c’è più, il teatro è ormai a cielo aperto. Ma lo spettacolo non è sulla Napoli del dopoguerra. La nottata non passerà più, non è mai passata. È uno spettacolo sul nostro mondo, sul nostro oggi. Marco Baliani
Tournée
31 ottobre > 1 Novembre
Carrara
4 > 16 Novembre
Teatro Mercadante, Napoli
18>19 Novembre
Teatro Verdi, Brindisi
2 Dicembre
Teatro Toniolo, Mestre
3 Dicembre
Odeon,Lumezzane, Bs
6 Dicembre
Teatro delle Briciole, Parma
9 Dicembre
Teatro Giotto, Borgo SanLorenzo , Firenze
10 Dicembre
Teatro degli Industri, Grosseto
11 Dicembre
Teatro Niccolini, San Casciano Val di Pesa (Fi)
12 Dicembre
Teatro Mascagni,Chiusi (SI)
16 Dicembre
Teatro Comunale Torre S. Susanna (Br)
17 Dicembre
Teatro Comunale, Mesagne, (Br)
18 Dicembre
Teatro Comunale, Manfredonia, (Fg)
19 Dicembre
Teatro Comunale, ex salone Polivalente, Ruvo di Puglia
7>18 Gennaio
Teatro Valle, Roma
20 Gennaio
Teatro Fraschini, Pavia

