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Atto senza parole e altri testi

di Samuel Beckett


con Tommaso Bianco, Benedetto Casillo, Gigi De Luca, Franco Javarone

scene Francesco Ghisu
luci Luigi Biondi
musiche Francesco Forni
costumi Annapaola Brancia D'Apricena
aiuto alla regia Francesca Manieri

regia Pierpaolo Sepe

 

una produzione Teatro Stabile di Napoli | Nuovo Teatro Nuovo

 

Nuovo Teatro Nuovo 1 > 20 dicembre 2009

 

Fallire senza paura.
L’irrappresentabilità dei colori dell’anima porta ad un inevitabile fallire.
Anche quando, come in Beckett, l’irrappresentabile viene raggiunto e percorso.
Tutto quanto viene escogitato per evitare o nascondere il fallire è il male, ciò da cui bisogna difendersi.
La convenzione, il canone, il sentire comune, il condivisibile, l’aggregante, altro non sono che allontanamenti, compromessi, paura di restare soli.
Questa è la regola, questo è per me avvicinarsi a Beckett.
Questi i presupposti di ATTO SENZA PAROLE; spettacolo che mi accingo a costruire insieme a quattro interpreti, capaci di restituire il disordine della disperazione ed il ridicolo che ne consegue.
Personaggi senza speranza e senza redenzione, privati della retorica del dolore, armati di cattiveria e rancore, colti nell’attimo che precede la risposta, ancora nell’atto di inseguire una possibilità di dignitosa sopravvivenza, un ordine, un senso misterioso.
Mortificati pagliacci, traditi da un’incomprensibile esistenza, camminano in cerchio.
Come figure della pittura di Bram Van Velde, capace di fallire in modo così prodigioso, mute ad un ascolto fiaccato dai nostri giorni grigi, nascondono il loro risplendere dietro contorni apparentemente confusi; ma un cuore più attento, nel suo generoso protendersi, può arrivare ad ascoltare il canto feroce della dannazione, a scorgere le domande che non riusciamo a formulare e una luce lontana.

Pierpaolo Sepe

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