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ALL IN – IL GIOCO PUÒ CAUSARE SOLITUDINE

di Roberto Nugnes - regia Giuseppe Miale di Mauro

RIDOTTO DEL MERCADANTE 4 novembre 2017   12 novembre 2017
Ridotto del Mercadante, 4 Novembre ore 17.00 e
Ridotto del Mercadante, 5 Novembre ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 7 Novembre ore 18.00 e
Ridotto del Mercadante, 8 Novembre ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 9 Novembre ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 10 Novembre ore 18.00 e
Ridotto del Mercadante, 11 Novembre ore 17.00 e
Ridotto del Mercadante, 12 Novembre ore 21.00 e
04-11-2017 ore 17.00
05-11-2017 ore 21.00
07-11-2017 ore 18.00
08-11-2017 ore 21.00
09-11-2017 ore 21.00
10-11-2017 ore 18.00
11-11-2017 ore 17.00
12-11-2017 ore 21.00

ALL IN
IL GIOCO PUO’ CAUSARE SOLITUDINE
di Roberto Nugnes
regia Giuseppe Miale di Mauro
con Gennaro Di Colandrea, Geremia Longobardo
scene Luigi Ferrigno
musiche di Antonio Della Ragione
produzione I due della città del sole
in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

si ringraziano per la collaborazione i ragazzi del progetto RagazziOggi2000 del Comune di Napoli gestito da ERA Coop. e GESCO Sociale per la prevenzione delle dipendenze

 

 

 

 

Giuseppe Miale di Mauro firma la regia di All in. Il gioco può causare solitudine, un testo su uno dei problemi sociali più attuali, la dipendenza dal gioco d’azzardo. “All in – spiega il regista in una sua nota – per i giocatori di poker significa giocarsi tutto, con la concreta possibilità di non poter tornare mai più indietro. E lo spettacolo è proprio la tragicomica storia di due amici, Ernesto e Ruggero, che vivono in maniera totale, ossessiva e conflittuale la loro solitudine e che non possono più tornare indietro: si attraggono e si respingono, litigano e fanno pace, come rinchiusi nella gabbia della loro vita. L’ottimismo osceno del giocatore contro il pragmatismo realistico e prudente dell’amico di sempre. Fino all’ultima scommessa. Fino all’ultimo confronto, fino al punto del non ritorno. Della loro amicizia e forse… della loro vita.

‘Perché il gioco dovrebbe essere peggiore di qualunque altro modo per far quattrini come, per esempio, del commercio? Vero è che su cento, uno solo vince, ma a me che importa?’ (Fëdor Dostoevskij)”.