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UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE

regia Beppe Navello

TEATRO MERCADANTE 13 marzo 2018   18 marzo 2018
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 18.00 e
13/03/2018 ore 21.00
14/03/2018 ore 17.00
15/03/2018 ore 17.00
16/03/2018 ore 21.00
17/03/2018 ore 19.00
18/03/2018 ore 18.00

UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE
di Carlo Goldoni
regia Beppe Navello
con Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Daria-Pascal Attolini, Andrea Romero, Marcella Favilla, Matteo Romoli, Eleni Molos, Erika Urban, Alessandro Meringolo, Geneviève Rey-Penchenat, Giuseppe Nitti
scene e costumi Luigi Perego
musiche Germano Mazzocchetti
luci Gigi Saccomandi
assistente alla regia Valeria Tardivo
assistente alla scene Luca Filaci
assistente ai costumi Augusta Tibaldeschi
costruzioni sceniche Francesco Fassone
coreografie Federica Pozzo
direttore di scena Yasmin Pochat
datore luci audio e video Riccardo Padovan
decorazione costumi Chiara Coda Zabetta
tecnici di allestimento Luca Loddo, Pey

produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa con il contributo straordinario di Fondazione CRT

Durata: 2 ore compreso intervallo

Una delle ultime sere di Carnovale costituisce la terza tappa di un’ideale trilogia civile che, dopo l’Alfieri de Il divorzio e il Marivaux de Il Trionfo del Dio Denaro, attraverso i toni sarcastici e irriverenti della commedia utopistica settecentesca, ha l’ambizione probabilmente ingenua “di proporre umili pause di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità”. È il momento di un’altra perdurante ragione di ansia collettiva, che dopo tre secoli riappare puntuale nel dibattito pubblico italiano: quello dei giovani costretti dall’indifferenza del mondo dei padri,

Una delle ultime sere di Carnovale costituisce la terza tappa di un’ideale trilogia civile che, dopo l’Alfieri de Il divorzio e il Marivaux de Il Trionfo del Dio Denaro, attraverso i toni sarcastici e irriverenti della commedia utopistica settecentesca, ha l’ambizione probabilmente ingenua “di proporre umili pause di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità”.
È il momento di un’altra perdurante ragione di ansia collettiva, che dopo tre secoli riappare puntuale nel dibattito pubblico italiano: quello dei giovani costretti dall’indifferenza del mondo dei padri, a portare altrove, lontano, la loro voglia di lavorare per il futuro. I titoli giornalistici si sprecano, svariando in formule stereotipate quali “la fuga dei cervelli” o “la ricerca in esilio” o altro ancora. Un tema di bruciante attualità messo in scena da Beppe Navello con la compagnia di Teatro Piemonte Europa.