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IL SACRIFICIO DI ÉVA IZSÀK

dal romanzo omonimo di Januaria Piromallo - adattamento e regia Alessandra Felli

RIDOTTO DEL MERCADANTE 23 novembre 2017   3 dicembre 2017
Ridotto del Mercadante, 23 Novembre ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 24 Novembre ore 18.00 e
Ridotto del Mercadante, 25 Novembre ore 17.00 e
Ridotto del Mercadante, 26 Novembre ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 28 Novembre ore 18.00 e
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02-12-2017 ore 17.00
03-12-2017 ore 21.00

IL SACRIFICIO DI EVA IZSÀK
dal romanzo omonimo di Januaria Piromallo
adattamento e regia Alessandra Felli
con Andrea Renzi, Teresa Saponangelo
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Francesco De Nigris

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Alessandra Felli firma la regia e la riduzione teatrale del romanzo di Januaria Piromallo, Il sacrificio di Éva Izsák, ricostruzione della vicenda della giovane ebrea ungherese, morta suicida nell’estate del 1944 nella grande foresta di Debrecen. Eva è una giovane militante del movimento sionista Hashomer Hatzair (la Giovane Guardia) e proprio nella piccola cellula di resistenti di Nagyvárad, incontrerà la futura stella dell’epistemologia moderna, Imre Lakatos, che oltre ad accoglierla e proteggerla, decreterà anche la necessità del suo suicidio. “Il sacrificio di Éva Izsák racconta innanzitutto una storia che ha tutto il sapore del disincanto” spiega la Felli. “Le grandi narrazioni cui la cultura moderna ha dato i natali per legittimare il proprio ordine, senso e realtà, quali illuminismo, idealismo e marxismo, sono giunte a compimento. Nella vicenda di Eva deflagrano i principi di moralità e giustizia, quei presupposti che sono fondamento e garanzia di ogni patto sociale che si stabilisce tra gli individui appartenenti a una stessa comunità. Il racconto delle peripezie di Eva, che segue passo dopo passo le tracce di una storia esemplare, tipica di una dottrina che ha reinterpretato il marxismo, è ricolmo di personaggi che hanno completamente perso il proprio senso etico. Se una comunità perde il senso dell’etica perde irrimediabilmente con esso anche il senso del tragico. Questo è il testamento che il pubblico è chiamato a custodire, diventando l’ultimo depositario di una staffetta di testimonianze che hanno attraversato la Storia”.