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LA MORTE DELLA BELLEZZA

di Giuseppe Patroni Griffi - drammaturgia e regia Benedetto Sicca

RIDOTTO DEL MERCADANTE 24 ottobre 2017   29 ottobre 2017
Ridotto del Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Ridotto del Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Ridotto del Mercadante, 1 Gennaio ore 18.00 e
Ridotto del Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Ridotto del Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
24/10/2017 ore 21.00
25/10/2017 ore 17.00
26/10/2017 ore 21.00
27/10/2017 ore 18.00
28/10/2017 ore 17.00
29/10/2017 ore 21.00

LA MORTE DELLA BELLEZZA
di Giuseppe Patroni Griffi
drammaturgia e regia
Benedetto Sicca
con Francesco Aricò, Benedetto Sicca
scene Luigi Ferrigno
disegno luci Marco Giusti
realizzazione video Alessandro Papa

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Ludwig – officina di linguaggi contemporanei

Spettacolo in tournée

Locandina

Adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Giuseppe Patroni Griffi, pubblicato per la prima volta nel 1987, La morte della bellezza è ambientato a Napoli negli anni del secondo conflitto mondiale e racconta la complessità del rapporto del giovane Lilandt e del giovanissimo Eugenio, vissuto all’insegna dell’inquietudine ma anche della bellezza.  “Attraverso il personaggio di Eugenio – spiega il regista – Patroni Griffi sembra essere tornato a riflettere, circa quaranta anni dopo, su quanto la struggente palpitazione che si prova nella scoperta dell’amore, non debba essere oggetto della propria vergogna, ma di un processo di conoscenza che porta alla libertà, alla bellezza ed alla vita. Anche se i personaggi del romanzo non risolvono tutti i propri dubbi e le proprie paure, il modo in cui Patroni Griffi ne descrive le emozioni ed i desideri più viscerali sembra parlare, in tal senso, di una revisione delle proprie pulsioni giovanili, liberate dal peso del condizionante perbenismo borghese. Attraverso il teatro, in un dialogo diretto con il pubblico, mi pongo di fronte a questo meraviglioso romanzo di formazione sulla bellezza dell’oscenità, con l’intento di trasmettere il desiderio di leggerlo e di azzardare una tenue speculazione affettiva insieme a chi già lo avesse letto”.