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Non solo Medea

coreografia di Emio Greco e Pieter C. Scholten

TEATRO GRANDE 12 luglio 2018   14 luglio 2018
Teatro Grande, 12 Luglio ore 21.00 e
Teatro Grande, 13 Luglio ore 21.00 e
Teatro Grande, 14 Luglio ore 21.00 e

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12-07-2018 ore 21.00
13-07-2018 ore 21.00
14-07-2018 ore 21.00

NON SOLO MEDEA
coreografia Emio Greco e Pieter C. Scholten
con la partecipazione di Manuela Mandracchia

produzione
 Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Ballet National de Marseille (FR)
in collaborazione con Vaison Danses

Il Ballet National de Marseille (Balletto Nazionale di Marsiglia) presenta una tragedia dei nostri giorni ambientata tra le rovine della città distrutta di Pompei. La Vecchia Europa sta implodendo. Noi camminiamo sui suoi resti polverizzati alla ricerca di luoghi dove il nuovo genere umano possa risorgere dalle sue ceneri.
Chi è il vero protagonista di una tragedia ambientata nel 21mo secolo? Quale tipologia di essere umano merita la nostra empatia e compassione?
Sarà Medea, sradicata dalla sua terra natia ed emarginata nel suo nuovo Paese, a tal punto da essere costretta a compiere un atto radicale?
Può essere Edipo, che si immagina di essere un re, mentre non fa altro che arrecare danno attorno a lui? Un essere umano che continua instancabile a consumare mentre il pianeta sta morendo?
Può essere Antigone? L’individuo solitario che si ribella al sistema e che, nonostante la sua ostinazione e perseveranza, ne trae solo svantaggi?
O sono semplicemente le Baccanti che proseguono instancabili nella loro ricerca perpetua di piacere edonistico e felicità?
In MEDEA  i danzatori personificano contemporaneamente il protagonista e il coro tragico. Sono al contempo massa e individuo. Rappresentano la colpa, l’innocenza, il fallimento e la sofferenza. Cercano una catarsi, uno sfogo emotivo.
I due coreografi, Emio Greco e Pieter C. Scholten, si sono basati sulla struttura e su alcuni personaggi della tragedia greca classica per costruire la loro tragedia del 21mo secolo.
Una tragedia sconcertante, ma anche rassicurante, una discesa nel buio, ma rasserenante, triste e allegra, una tragedia fisica e “urgente” del genere umano che si prepara per il futuro.