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MISERIA E NOBILTÀ

di Eduardo Scarpetta , regia Luciano Melchionna

TEATRO SAN FERDINANDO 20 dicembre 2019   5 gennaio 2020
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 18.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 18.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 18.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 20.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Febbraio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Marzo ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Aprile ore 19.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Maggio ore 18.00 e
20/12/2019 ore 21.00
21/12/2019 ore 19.00
22/12/2019 ore 18.00
26/12/2019 ore 18.00
27/12/2019 ore 21.00
28/12/2019 ore 19.00
29/12/2019 ore 18.00
01/01/2020 ore 20.00
02/01/2020 ore 17.00
03/01/2020 ore 21.00
04/01/2020 ore 19.00
05/01/2020 ore 18.00

MISERIA E NOBILTÀ
di Eduardo Scarpetta
adattamento a cura di Lello Arena e Luciano Melchionna
regia Luciano Melchionna
con Lello Arena, Maria Bolignano, Giorgia Trasselli
e con Raffaele Ausiello, Veronica D’Elia, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta, Alfonso Dolgetta, Sara Esposito, Carla Ferraro, Irene Grasso, Fabio Rossi
ideazione scenica Luciano Melchionna
scene Roberto Crea
costumi Milla
musiche Stag
assistente alla regia Ciro Pauciullo

produzione Teatro Eliseo, Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Miseria e nobiltà. Miseria o nobiltà?  Una cosa è certa, scrive il regista Luciano Melchionne nelle sue note, l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate. Un perfetto ecosistema: senza un solo elemento, crolla l’intera ‘architettura’. In uno scantinato/discarica, mai finito e mai decorato, dove si nascondono istinti e rifiuti, tra le ceneri della miseria proliferano e lottano per la sopravvivenza ‘ratti’ che presto, travestiti da ‘cani o gatti’, sgomiteranno per salire alla luce del sole. Sono personaggi che trascinano i propri corpi come fantasmi affamati di cibo e di vita. ‘Ombre si dice siano, queste maschere, ombre potenti’ in bilico tra la miseria del presente e la nobiltà della tradizione, intesa come monito di qualità e giusto equilibrio. In un pianeta dove i ricchi sono sempre più ricchi, grazie ai poveri che sono sempre più poveri, non ci resta che… ridere. E qui Lello Arena giunge perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne a Eduardo e ai suoi epigoni. Ancora oggi, tra commedia dell’arte e tragicomica attualità, i personaggi di Scarpetta, privi di approfondimento psicologico, vivono e scatenano il buonumore e le mille possibili riflessioni che l’affresco satirico di un’intera umanità può suggerire.
Un’opera comica, dunque, per anime compatibili con la risata, in attesa del miracolo. ‘E cos’è il teatro se non il luogo dove il miracolo può manifestarsi?’ Tutto vive di nuovo e chissà che il sogno presto diventi realtà. Intanto, signore e signori, godiamoci le gesta goffe ed esilaranti di chi inciampa tra ‘miseria e… miseria’.

 

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